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Questione Morti sul Lavoro.
Purtroppo nel nostro ambito ci sono molti che usano la questione dei morti sul lavoro, che è un fenomeno quasi esclusivamente maschile, come “contraltare” alla propaganda femminista sul cosiddetto “femminicidio”. I benpensanti femministi però obiettano: “e che c’entrano i morti sul lavoro con le donne ammazzate da uomini”? E hanno RAGIONE! Che c’entrano?? Amici, per favore, cerchiamo di argomentare bene e non a vanvera, altrimenti finiamo per far passare i femministi e le femministe dalla parte della ragione, nonostante dalla loro parte non abbiano uno straccio di logica e di verità.
La questione dei morti sul lavoro in quanto questione di genere maschile(98% dei morti sul lavoro è maschile) va, invece, usata un risposta alla calunnia femminista sui “privilegi maschili”. Ma, ATTENZIONE, argomentare in questo modo, benchè corretto,non basta, in quanto i benpensanti femministi sono soliti obiettare che muoiono sul lavoro quasi solo uomini perchè le “donne sono discriminate sul lavoro e quindi non vengono assunte”.

Quindi per prevenire questa ridicola e infondata obiezione voi dovete porre la questione in questo modo:

“Gli uomini, loro malgrado, sono costretti a fare i lavori più rischiosi, degradanti, usuranti, e infatti il 98% dei morti sul lavoro sono uomini, e per queste tipologie di lavoro non si chiedono e invocano quote rosa e altre iniziative per incrementare la presenza femminile, cose queste che invece si chiedono e invocano per quegli ambiti di lavoro comodi, sicuri o di di potere.”

Punto. Così li avete bruciati e non avranno modo di obiettare un bel nulla. Ricordate, che queste suddette obiezioni non ve le fanno in faccia, ma lo fanno altrove, e quindi voi non avrete la possibilità di replicare fare contro-obiezioni.

Ecco perchè, con qualsiasi argomento su questioni di genere(maschile e femminile) vi troviate a che fare, dovrete essere esaustivi al massimo, anche a costo di essere prolissi e noiosi, in modo tale, appunto, da prevenire ogni possibile obiezione alla quale non potrete replicare, perchè appunto fatta in vostra assenza. Non commette, quindi, l’ errore, come siete soliti fare, di cercare di essere sintetici ad ogni costo.

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Risposta a due ridicole obiezioni femministe:

Obiezione 1: “Se la stragrande maggioranza dei morti sul lavoro è maschile è perchè quasi solo gli uomini lavorano”
Risposta: A parte che è falso che solo quasi gli uomini lavorino(invece c’è un equilibrio), la stragrande maggioranza degli incidenti sul lavoro avvengono solo in quegli ambiti di lavoro rischiosi, pesanti, usuranti, ecc, che quasi solo gli uomini, loro malgrado, sono costretti a fare. Voi avete mai visto piagnistei femministi con tanto di richieste di quote rosa e corsie preferenziali varie per una maggiore presenza femminile in questi ambiti di lavoro rischioso, usurante o pesante? Ovvio che no. Al contrario, tali richieste femministe avvengono solo per quegli ambiti comodi e sicuri(statale, parastatale, pubblica amministrazione, ecc) nei quali non avvengono incidenti sul lavoro(eccetto per gli “incidenti in itinere” cioè quelli avvenuti per raggiungere il posto di lavoro), nei quali quindi le donne sono la stragrande maggioranza( oltre che nei CdA, nei parlamenti, nelle giunte, ecc.)

Obiezione 2: ” E’ vero che la maggior parte dei suicidi è maschile, ma la maggior parte dei tentati suicidi è femminile”.

Risposta: Mettere sullo stesso piano un tentato suicidio con un suicidio effettuato, è illogico. Infatti chi tenta il suicidio senza realizzarlo, a meno che non venga salvato da un intervento esterno, non è convintissimo del gesto, infatti poi ci ripensa. In molti casi il suo è solo un estremo tentativo per attirare l’ attenzione o per cercare di ottenere qualcosa . Chi si invece è davvero convinto e determinato nel suicidio, non accende i riflettori su di sè, proprio perchè non vuole che qualcuno possa intervenire e salvarlo, e quindi fa questo terribile gesto autolesionista nella massima riservatezza, al massimo in alcuni casi si limita semplicemente a lasciare un messaggio scritto affinchè gli altri, a suicidio già effettuato, capiscano il motivo di tale gesto.

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-La stragrande maggioranza(95%) dei suicidi per mancanza(o perdita) di lavoro è MASCHILE.
-La nettissima maggioranza(oltre l’ 80%) dei senzatetto(e si finisce senzatetto soprattutto se non si ha un lavoro) è MASCHILE.

E questo perchè sin da quando è nato il mondo, il modello sociale prevede che sia l’ uomo il principale procacciatore di reddito della famiglia della comunità, quindi è molto più difficile che un uomo senza lavoro venga “mantenuto” da una che lavora, rispetto al caso a parti invertite che invece è abbastanza comune.

Ma nonostante questo,sapete cosa dicono i benpensanti? Dicono che la piaga della disoccupazione è ancora più grave se è femminile!
E sapete cosa hanno fatto e fanno le Istituzioni? Hanno fatto e fanno leggi(a cominciare dalla legge fornero e altre che se ne sono susseguite) che privilegiano l’ assunzione di donne disoccupate rispetto ad uomini disoccupati, e danno bonus e agevolazioni alle donne disoccupate rispetto agli uomini disoccupati(basti vedere le attuali normative per fare la Domanda di Disoccupazione, nonchè i vari bonus dell’ INPS). Per non parlare poi delle agevolazioni all’ imprenditoria femminile, nonostante siano maggiormente gli imprenditori uomini a finire suicidi.
Insomma, nonostante siano gli uomini a soffrire maggiormente per la mancanza di lavoro, ammazzandosi e a finire in mezzo alla strada(per via del modello sociale sopra descritto); la società e le Istituzioni li penalizzano previa leggi ad hoc.
Infami. Criminali.

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