Articoli con tag: misandria

a)Gli uomini sono privilegiati, economicamente potenti e oppressori(di donne). Così dicono il Femminismo, parecchie donne(ma anche uomini zerbini e leccapiedi), i Media, le Istituzioni, i Docenti, gli opinionisti, i benpensanti, insomma quasi tutti.
b) No, gli uomini sono discriminati e occupano le posizioni più basse della società. Così ribattono gli attivisti dei diritti maschili(non necessariamente antifemministi).

Come è possibile avere due vedute completamente opposte della stessa realtà? Qual è la verità? Quale tra le due affermazioni a e b è vera?
In realtà a e b non sono completamente opposti, anzi la situazione affermata in b è conseguenziale a quella affermata in a. Mi spiego: nel momento in cui una certa “categoria”(in questo caso, quella maschile) viene proclamata dalle Istituzioni e dal Politicamente Corretto come “categoria privilegiata e oppressiva”, allora sorge spontanea l’ esigenza(emotiva o materiale, a seconda dei casi) di “compensare” e arginare questi presunti “privilegi” e questi suoi comportamenti “oppressivi”(contro le donne, in questo caso). E questo si traduce, di conseguenza,in azioni(a livello sociale, legislativo, giudiziario, ecc) volte a “penalizzare” la categoria considerata “privilegiata” e trattarla in modo più “duro” rispetto alla categoria considerata “oppressa e discriminata”,e questo per un principio di “compensazione” e di “punizione”.

Del resto, essere considerati “privilegiati” non conviene a nessuno, la cosa migliore per ottenere privilegi è quella di essere considerati vittime. Gli esseri umani lo sanno da quando è iniziato il mondo, di qui il detto “chi piange fotte”. La Dittatura del “Debole” e della “Vittima”.

p.s: ovviamente non vogliamo dire, però, che tutte le donne siano privilegiate(le femministe e simili, però lo sono eccome), così come non vogliamo dire che tutti gli uomini siano “discriminati”, perchè riteniamo scorretto generalizzare, sia da un lato che dall’ altro.

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In questa società cosiddetta “maschilista”, i padri separati che vogliono vedere i figli, vengono allontanati per sempre da loro e spesso anche incarcerati( http://it.avoiceformen.com/…/alessandro-del-grande-sentenza/ ) , mentre l’ acidificatrice che sfigurò il suo ex fidanzato è stata scarcerata per permetterle di stare con suo figlio. Nello stesso tempo, praticamente tutte le donne che uccidono i loro figlioletti vengono assolte perchè “depresse” (https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1209351465758678&id=297305676963266 ) , e tanti uomini(spesso padri) vengono incarcerati e condannati a lunghe pene detentive per false accuse delle ex mogli per impadronirsi dei figli.
E questa sarebbe una società “maschilista”. Immaginiamoci se fosse femminista, cosa succederebbe…

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Ho saputo che la cosiddetta “miss Italia” ha detto che vorrebbe ritornare ai tempi della seconda guerra mondiale in quanto scanserebbe dall’ obbligo di combattere e di morire in guerra, obbligo che-come sappiamo,e come lei ha sottolineato con orgoglio sprezzante-toccava(e tocca) solo agli uomini.. Ovviamente lo ha detto in segno di disprezzo per gli uomini, ma involontariamente ha detto una verità. Le femministe e i benpensanti sicuramente avranno da rimproverarla perchè si è lasciata “scappare” un’ osservazione che smentisce i “privilegi maschili” di cui tanto il politicamente corretto odierno ciancia.

p.s: per una questione di obiettività, dobbiamo ricordare che nella seconda guerra mondiale, a differenza della prima guerra mondiale, morirono anche donne( di meno degli uomini, ma comunque ne morirono), in quanto fu una guerra che coinvolse anche i civili(ad esempio, con i bombardamenti)

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Così, tipo come nella foto, i Media, le Istituzioni e i benpensanti sono soliti ridicolizzare e denigrare l’ uomo medio, descrivendolo oltre che come un “oppressore” e “privilegiato” anche come uno scansafatiche pantofolaio che non fa nulla dalla mattina alla sera(se non guardare il calcio e la gnocca), mentre la moglie deve provvedere tutto lei a casa. Anche la ministressa Fornero qualche anno fa tirò le orecchie agli uomini descrivendoli come dei scansafatiche(da che pulpito!) invitandoli quindi “a fare di più”.

Ma davvero gli uomini si occupano di meno in casa rispetto alla donna? Potrebbe anche essere-e comunque non c’è nessuna prova che lo attesti, anzi-, ma ammettiamo(per ipotesi e senza concessioni) che sia così, a parte il fatto che questo non autorizza a ridicolizzare e sminuire gli uomini, ci sarebbe un valido motivo per cui gli uomini si occupino(congiuntivo, quindi nulla di certo) di meno della casa rispetto alla donna.E qual è?

Il motivo è semplice: gli uomini,rispetto alle donne, mediamente, occupano più tempo fuori casa per lavoro(basti pensare le tante famiglie in cui solo lui lavora, oppure anche quelle in cui pur se entrambi lavorano, lui svolge lavori che lo tengono fuori molto di più di della moglie), e inoltre svolgono i lavori più duri e rischiosi e usuranti rispetto alle donne(infatti il 98% dei morti sul lavoro), quindi è assolutamente LOGICO che abbiano meno tempo e risorse, rispetto alle donne, per occuparsi della casa.

Ma, ripetiamo, non c’è nessuna prova che l’ uomo si occupi di meno della casa rispetto alla donna. Forse in passato, ma oggi è tutt’ altro che certo. L’ unica cosa certa è che anche in casa l’ uomo svolge le mansioni più dure e rischiose: se c’è da mettere mani su fili elettrici, arrampicarsi su soffitti, spostare mobili, tagliare piante,alberi, fare il prato, ecc, tocca quasi sempre al marito.

Tra l’ altro le ricerche sugli incidenti domestici parlano chiaro, la maggior parte dei morti in incidenti domestici sono maschili:
https://drive.google.com/folderview… (le donne sono in maggioranza solo dopo gli 80 anni. E grazie al cavolo: una donna ultraottantenne è nella maggior parte dei casi una vedova).

Quindi cosa c’è di vero in questa rappresentazione nella foto? Nulla, solo luoghi comuni anti-uomo. Certo ci possono anche essere uomini scansafatiche che delegano tutto alla moglie, ma sono eccezioni, e comunque ci sono anche tante mogli, e quindi non eccezioni, che mentre i mariti si fanno un sedere così al lavoro, passano il loro tempo dal parrucchiere, dall’ estetista, a perdere il tempo su facebook(magari a rimorchiare qualche ragazzone) e con riviste frivole.Ovviamente è sbagliato generalizzare su tutte le donne. Ma che penserebbero i benpensanti se si generalizzasse sulle donne descrivendole tutte così? Penserebbero male, ovviamente. E allora perchè generalizzare contro gli uomini, tra l’ altro per molto di meno??

Intanto in forza di perverso luogocomune antimaschile, gli uomini vanno in pensione 5 anni più tardi nonostante abbiano una vita media di 7 anni minore delle donne(e non per natura, ma perchè su di loro ricadono i maggiori oneri sociali che come tali si ripercuotono sulla salute e sulla “pelle”).

E gli uomini che fanno? Nulla, tacciono.

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“Trovato morto nell’auto, che era la sua casa ”
Ovviamente la causa legale è la morte naturale, ma la causa morale è l’ omicidio. Sì, è un omicidio, anzi un MASCHICIDIO(ucciso IN QUANTO maschio) che non sarà, anzi che non saranno(perchè questo è solo l’ ennesimo caso, non un caso unico) annoverati nella lista ufficiale degli omicidi nè se ne parlerà mai su “Amore Criminale”(la trasmissione femminista della Rai). Succede sempre così: la moglie abbandona il marito, ma i giudici affidano quasi sempre a lei i figli, e quindi in forza del “supremo interesse del Minore”, il Giudice lo costringe ad abbandonare la casa(anche se è di sua proprietà) e fargli pagare Mantenimento (e gli Alimenti). Ovviamente, lui, se non ha reddito sufficiente e/o altra casa, è costretto a dormire nella sua auto e a mangiare alla mensa della Caritas. E a volte ci rimane secco, come in questo caso.
Si dice che gli uomini italiani sono “favoriti”: voi avete mai visto una donna divorziata dormire nella propria auto come “casa”? Si dice che gli uomini sono “privilegiati”, ma l’ 87% dei senza tetto è uomo(dati ISTAT) e il 95% dei suicidi per mancanza di lavoro è maschile. Ecco perchè, forse, ripeto, forse, l’ ISTAT non aggiorna più i dati relativi a questo aspetto dal 2011-12: non si deve sapere che gli uomini non sono privilegiati,altrimenti poi tutte queste leggi che discriminano gli uomini nelle assunzioni nel privato(a cominciare dalla legge Fornero) e nello statale e che aiutano le disoccupate femmine a scapito dei disoccupati maschi(a cominciare dai bonus INPS), rischierebbero di non passare inosservate a qualcuno un “pochettino” più attento e obiettivo.

Ragazzi, finchè, si starà con le mani in mano, senza far niente, la situazione rimarrà sempre così e peggiorerà sempre di più. Muovete il culo: parlatene con tutte le persone che vi trovate di fronte, stampate tutto il materiale che trovate qui e altrove, mandate email e petizioni a giornali e autorità.
CONDIVIDETE questo post (con quanto scritto sopra).

http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/montelabbate-auto-morto-separato-padre-1.1208913

 

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Per dimostrare che gli uomini sono il “male” e la “guerra” mentre le donne sono la “pace” e l’ “amore”, il femminismo e i benpensanti citano l’ invenzione della bomba atomica e di altre armi di distruzione, in quanto inventate da (alcuni pochi) uomini. Ma non dicono che gli uomini hanno inventato(e inventano) anche e soprattutto la tecnica e la tecnologia, i medicinali e altre tecniche medico chirurgiche per far star bene le persone, l’ elettronica, l’ informatica,internet,e tantissime altre cose che sono servite e servono per migliorare l’ umanità. E non dicono che a costruire(a massacrarsi) strade,fogne, ponti, case, edifici,eccetera eccetera, sono solo uomini(e lì non ci son quote rosa che tengano).
Ma che ci volete fare, l’ ideologia femminista è una brutta bestia. Ingrata e invidiosa. Oltre che bugiarda.

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Si parla tanto di “disoccupazione femminile”, con conseguenti provvedimenti discriminatori contro i disoccupati uomini(al di sopra 30), ma la disoccupazione maschile è maggiore di quella femminile. I dati parlano chiaro. Spesso infatti si confonde tra “disoccupazione” e “inoccupazione”, infatti non tutti gli inoccupati lo sono loro malgrado, infatti ci sono anche quelli che lo sono per propria scelta. Nel caso delle donne, oltre alla disoccupate(che in quanto tali non lo sono mai per scelta) e alle inoccupate non per loro scelta, ci sono anche quelle che lo sono per loro scelta, perchè hanno deciso di loro scelta di fare la vita casalinga(marito che lavora, ovviamente), chi per passione di vita, chi per ripiego in attesa di trovare un lavoro, ma comunque sempre per propria scelta.. Questa è una scelta o ripiego che ovviamente  gli uomini non hanno il “lusso” di prendere, perchè a meno che non si voglia sostenere che gli asini volino, è molto raro, vedere la situazione a parti invertite. Un uomo senza lavoro finisce in mezzo alla strada(a meno che non campi di reddito, ma questi sono casi rari e particolari), una donna senza lavoro invece ha o trova un marito che la mantenga mentre le fa da casalinga. Ecco perchè il 95% dei suicidi per mancanza di lavoro è maschile e l ‘85% dei senta tetto è maschile. Giusto o sbagliato che sia, sociale o naturale che sia, le cose vanno così. Punto.
Ma ciò nonostante i governi, seguendo l’ ideologia femminista che dice “uomini privilegiati/donne vittime e discriminate”,discriminano i disoccupati maschi per compensare i loro (fantomatici) “privilegi” derivanti dall’ essere maschi. Ecco le conseguenze di tutta questa perversa mistificazione femminista. E poi ci vengono pure a dire che sono per la “parità”.

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Pagina amica, metteteci il mi piace.. “Misandria” significa disprezzo per gli uomini. In quella pagina chi vuole potrà raccontare tutti gli episodi di disprezzo antimaschile e di femminismo che gli sono capitati.

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Risposta a due ridicole obiezioni femministe:

Obiezione 1: “Se la stragrande maggioranza dei morti sul lavoro è maschile è perchè quasi solo gli uomini lavorano”
Risposta: A parte che è falso che solo quasi gli uomini lavorino(invece c’è un equilibrio), la stragrande maggioranza degli incidenti sul lavoro avvengono solo in quegli ambiti di lavoro rischiosi, pesanti, usuranti, ecc, che quasi solo gli uomini, loro malgrado, sono costretti a fare. Voi avete mai visto piagnistei femministi con tanto di richieste di quote rosa e corsie preferenziali varie per una maggiore presenza femminile in questi ambiti di lavoro rischioso, usurante o pesante? Ovvio che no. Al contrario, tali richieste femministe avvengono solo per quegli ambiti comodi e sicuri(statale, parastatale, pubblica amministrazione, ecc) nei quali non avvengono incidenti sul lavoro(eccetto per gli “incidenti in itinere” cioè quelli avvenuti per raggiungere il posto di lavoro), nei quali quindi le donne sono la stragrande maggioranza( oltre che nei CdA, nei parlamenti, nelle giunte, ecc.)

Obiezione 2: ” E’ vero che la maggior parte dei suicidi è maschile, ma la maggior parte dei tentati suicidi è femminile”.

Risposta: Mettere sullo stesso piano un tentato suicidio con un suicidio effettuato, è illogico. Infatti chi tenta il suicidio senza realizzarlo, a meno che non venga salvato da un intervento esterno, non è convintissimo del gesto, infatti poi ci ripensa. In molti casi il suo è solo un estremo tentativo per attirare l’ attenzione o per cercare di ottenere qualcosa . Chi si invece è davvero convinto e determinato nel suicidio, non accende i riflettori su di sè, proprio perchè non vuole che qualcuno possa intervenire e salvarlo, e quindi fa questo terribile gesto autolesionista nella massima riservatezza, al massimo in alcuni casi si limita semplicemente a lasciare un messaggio scritto affinchè gli altri, a suicidio già effettuato, capiscano il motivo di tale gesto.

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Guardate i due pesi e due misure del femminismo e del politicamente corretto: Si applaude per il fatto che il 60% dei laureati è donna(perchè il 60% degli iscritti è donna), con punte dell’ oltre il 70% a medicina e giurisprudenza, dicendo che le donne “più capaci e colte degli uomini”, però per quelle pochissime facoltà in cui è maggiore(anche se ormai non più in modo netto) la presenza maschile, come ad Ingegneria, invece si grida alla “discriminazione contro le donne” e quindi si invocano provvedimenti e iniziative per far aumentare le studentesse femmine in quelle facoltà, come del resto già sta succedendo. Della serie: se in un ambito sono gli uomini in maggioranza numerica rispetto alle donne, è “discriminazione”, ma se invece sono le donne ad essere in maggioranza, allora invece è “merito femminile”. Che ipocrisia, che squallore.
Purtroppo, questa non è una semplice buffonata che come tale rimarrebbe sugli articoli di giornale o nei salotti del politicamente corretto televisivo, questo è invece il criterio metodologico con cui rinomate agenzie nazionali e internazionali “rilevano” un presunto “gender gap” a svantaggio delle donne, false “ricerche” queste tanto pubblicizzate dai Media e che influenzano il legislatore a fare “discriminazioni positive”(affimartive actions) a favore delle donne e contro gli uomini.
Questo è il Femminismo, che tanto molti credono che sia per la “parità dei sessi” o che sottovalutano, credendo che sia solo un fenomeno circoscritto a qualche corteo di estremiste.

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