Articoli con tag: frodi femministe

I “maschi” sono “privilleggiati!!11!!!”(cit. dell’ imbecille comune)
p.s:stessa cosa, ovviamente per la piaga dei bambini soldato, anch’essi tutti maschi.

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“Società patriarcale”. Così dicono tutti(anche il mio gatto,anche il vostro). La parola “patriarcato” deriva dalla parola latina “pater”(cioè padre), quindi società patriarcale vuol dire società incentrata sul “dominio” della figura del padre e, di quella connessa, del marito. Ma è vero? Vediamo:

-Generalmente sono le donne che danno il via all’inizio di un rapporto di coppia, nel senso che nella maggior parte dei casi essendo l’uomo a corteggiare, alla donna, generalmente, tocca decidere se il pretendente sia da accettare o meno. Di conseguenza, spetta ad esse, generalmente, l’ultima decisione.

-Generalmente sono le donne a porre fine ad un matrimonio: la maggior parte delle separazioni è chiesta da donne,infatti.

-I figli, generalmente,passano più tempo con la madre che con il padre(perchè, generalmente, il padre lavora in media più ore fuori casa rispetto alla madre)

-In caso di separazione, i figli vanno quasi sempre alla madre. Il padre viene ridotto ad essere un mero bancomat per l’ex moglie e per i figli che spesso nemmeno può vedere(e quando li può vedere,lo può fare solo assai limitatamente).

-La Costituzione stessa(scritta da uomini degli anni 40, quindi sicuramente “patriarchici”), cita solo la tutela della maternità e quindi NON anche della paternità.

Insomma, il padre è totalmente fuori dalla società attuale, altro che suo “dominio”

E lo è anche in senso lato, cioè a riguardo della figura maschile, nell’importantissimo ambito dell’ educazione e formazione. Infatti:

-L’educazione e l’insegnamento(e questi sono aspetti primari per la crescita e la formazione degli individui, e quindi della società) sono quasi totalmente in mani femminili: oltre alla famiglia, anche nella scuola, la stragrande maggioranza degli educatori è femminile: infatti, la stragrande maggioranza degli insegnanti è donna, con punte che sfiorano il 100% nella scuola primaria, con punte che sfiorano circa il 90% nelle scuole medio-superiori. Eppure in passato, di maestri e professori uomini ce ne erano tanti.

In conclusione dove diavolo sarebbe questa figura “paterna” come centro e dominio della società? E’ presente solo nella perversa fantasia femminista. Ecco tutto.

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ATTENZIONE, un fotomontaggio Femminista.
Ecco come prendono per il sedere. Chiedono(e ottengono) quote rosa e altri provvedimenti per aumentare la presenza femminile solo per i posti di potere, per quelli dirigenziali, per quelli comodi e sicuri(posti statali, pubblica amministrazione), ma si guardano bene dal chiederli anche per quegli ambiti rischiosi, usuranti e massacranti, lì ci sono solo uomini, e difatti la stragrande maggioranza dei morti e infortuni sul lavoro è maschile. Però intanto fanno fotomontaggi come quelli che vedete in questa foto(e ne è solo un esempio fra i tanti) che ritrae donne operaie su un’ impalcatura.
Per la cronaca, la vera foto dalla quale queste falsarie femministe hanno creato il fotomontaggio, è questa qui( https://www.facebook.com/297305676963266/photos/a.297306216963212.93897.297305676963266/498585933501905/?type=3&source=11) che immortala alcuni operai(uomini, ovviamente) sospesi su un’ impalcatura(sospesa a centinaia di metri dal suolo) per la costruzione di un grattacielo a New York negli anni 30. Foto simbolo dl rischio sul lavoro, e, aggiungiamo noi, della sacrificabilità maschile, che invece i bugiardi femministi fanno passare per “privilegi maschili”.

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“Un uomo che ha avventure sessuali viene giudicato un Figo, un don Giovanni, mentre una donna che fa altrettanto, viene giudicata una poco di buono.”

Così dicono le femministe, tantissime donne ma anche non pochi uomini leccapiedi e zerbini. Questo è il loro principale cavallo di battaglia per “dimostrare” che questa sia una società “maschilista”.
Queste(e questi) sono così in malafede che omettono di citare l’ altra faccia della medaglia, in quanto citano solo un certo punto di vista maschile, ma si guardano bene dal citare un certo punto di vista femminile. E le mezze verità sono le peggiori menzogne.Mi spiego: un certo punto di vista maschile(*) effettivamente afferma che se un uomo ha avventure sessuali, va bene, mentre se lo fa una donna, non va bene. Ma di contro, un certo punto di vista femminile, esprime una posizione del tutto speculare:se una donna ha molte avventure sessuali significa che è una donna “libera ed emancipata”, mentre se lo fa un uomo è un “porco”, un “assatanato”, “pervertito”, ecc-Anzi, questi termini e questi toni sprezzanti vengono usati contro gli uomini, spesso anche per molto di meno rispetto ad una donna, ad esempio se solo “osano” ammirare donne avvenenti e vestite in modo succinto, e addirittura accusati di “mercificare e oggettificare il corpo delle donne”, con tanto di manifestazioni e iniziative politiche e istituzionali. A parti invertite, tali accuse contro le donne non avvengono(voi avete mai sentito accuse contro le donne di “mercificare il corpo degli uomini”, in riferimento-solo per fare un paio di esempio fra i tanti-alle milioni di donne italiane che specie l’ 8 marzo vanno ad assistere spogliarelli maschili,oppure in riferimento a quelle milioni di donne occidentali che ogni anno vanno a fare turismo sessuale ai tropici, oppure in riferimento ai milioni di calendari e foto di modelli o atleti maschi seminudi che ogni anno vengono acquistati e gustati da donne?)

*: A biasimare-a torto o a ragione-con tanto di termini coloriti, quelle donne che hanno avventure sessuali, sono anche molte donne stesse. Quindi di che stiamo a parlare?

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Siamo alle solite. Si è scatenato un putiferio a livello nazionale, da prima notizia sui TG e quotidiani, urlando di una terribile “azione sessista” contro le donne, perchè durante un litigio in senato, un senatore ha rivolto un gesto volgare(con le mani ha mimato un rapporto orale) ad una senatrice. Cosa c’entri un gesto volgare con il sessismo e la “discriminazione contro le donne”, questo lo sanno(si fa per dire) solo tutti questi benpensanti e dementi filofemministi,ma un anno fa, circa, una deputata insultò e offese, con una sua battutaccia, tutte le vittime maschili di evirazioni(estirpare i genitali maschili, una violenza atroce ma fa ridere molte a donne ma anche uomini), invocando contro i deputati uomini del suo partito che non avevano votato una legge sulle quote rosa, la ben tristemente nota Lorena Gallo che anni fa seviziò ed evirò suo marito che dormiva( http://www.ilsussidiario.net/…/QUOTE-ROSA-Giuditta-…/478653/) Eppure di fronte a queste dichiarazioni scellerate e veramente sessiste di questa deputata nessuno ebbe da dire nulla, non ci fu nessuna polemica,nessun caso politico, nessuna notizia nei TG,nessuno parlò di sessismo. Mentre,a parti invertite, per molto meno, anzi per nulla, si grida al “sessismo contro le donne”. E questo perchè il presunto “sessismo”(così’ come la violenza) è sbagliato solo se rivolto verso le donne, mentre se è rivolto verso gli uomini, invece va bene, è “parità”,o comunque fa ridere.

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a)Gli uomini sono privilegiati, economicamente potenti e oppressori(di donne). Così dicono il Femminismo, parecchie donne(ma anche uomini zerbini e leccapiedi), i Media, le Istituzioni, i Docenti, gli opinionisti, i benpensanti, insomma quasi tutti.
b) No, gli uomini sono discriminati e occupano le posizioni più basse della società. Così ribattono gli attivisti dei diritti maschili(non necessariamente antifemministi).

Come è possibile avere due vedute completamente opposte della stessa realtà? Qual è la verità? Quale tra le due affermazioni a e b è vera?
In realtà a e b non sono completamente opposti, anzi la situazione affermata in b è conseguenziale a quella affermata in a. Mi spiego: nel momento in cui una certa “categoria”(in questo caso, quella maschile) viene proclamata dalle Istituzioni e dal Politicamente Corretto come “categoria privilegiata e oppressiva”, allora sorge spontanea l’ esigenza(emotiva o materiale, a seconda dei casi) di “compensare” e arginare questi presunti “privilegi” e questi suoi comportamenti “oppressivi”(contro le donne, in questo caso). E questo si traduce, di conseguenza,in azioni(a livello sociale, legislativo, giudiziario, ecc) volte a “penalizzare” la categoria considerata “privilegiata” e trattarla in modo più “duro” rispetto alla categoria considerata “oppressa e discriminata”,e questo per un principio di “compensazione” e di “punizione”.

Del resto, essere considerati “privilegiati” non conviene a nessuno, la cosa migliore per ottenere privilegi è quella di essere considerati vittime. Gli esseri umani lo sanno da quando è iniziato il mondo, di qui il detto “chi piange fotte”. La Dittatura del “Debole” e della “Vittima”.

p.s: ovviamente non vogliamo dire, però, che tutte le donne siano privilegiate(le femministe e simili, però lo sono eccome), così come non vogliamo dire che tutti gli uomini siano “discriminati”, perchè riteniamo scorretto generalizzare, sia da un lato che dall’ altro.

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In nome del Femminismo, si celebra la larga maggioranza femminile tra gli iscritti e laureati in medicina e giurisprudenza(e quindi la larga maggioranza femminile tra i nuovi medici e magistrati e avvocati), si invocano(e si ottengono) legislazioni speciali per aumentare(in modo antidemocratico e antimeritocratico), attraverso “quote rosa” e “affirmative actions”, la presenza femminile nei posti di Potere…………………ma ad asfaltare e aggiustare le strade sotto la pioggia o il sole a 50 gradi,a massacrasi nei cantieri per costruire case, palazzi ponti, nelle acciaierie,nelle fogne,nelle miniere,a fare terrificanti orari notturni, a doversi far carico di essere i mantenitori economici della famiglia(e quindi finire senza tetto o suicidi in caso di disoccupazione),e tante e tante altre cose terribili, rimangono solo e sempre gli UOMINI. In questi casi non c’è “parità di Genere” che tenga, non si invocano quote, non si fa vittimismo.
Che presa per il c.lo che è il Femminismo!

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In un articolo di un noto giornale periodico, per dimostrare che ci sia una “discriminazione” contro le detenute donne e quindi di “privilegi” dei detenuti uomini, si cita il fatto che:

1) La stragrande maggioranza dei detenuti è di sesso maschile, quindi a dire delle femministe, i governi danno più attenzione alle carceri maschili che a quelle femminili.

2) Nelle statistiche sulle morti, suicidi, e autolesionismi in carcere, i dati non sono diversificati per sesso ma sono globali(uomini e donne insieme), quindi per l’autrice dell’ articolo si “ignorano le donne”.

Risposta:

1) Le femministe sono così ritardate mentalmente che non capiscono che la stragrande maggioranza di detenuti al maschile, vuol dire, oltre al fatto che la piaga delle carceri colpisce più gli uomini che le donne, che il sovraffollamento riguarda interamente le carceri maschili,e si sa che il sovraffollamento è la principale causa di disagio e di sofferenza nelle carceri.

2) Le femministe sono così ritardate mentalmente da non capire che se in una statistica i dati non sono diversificati per sesso, non vuol dire che le donne vengano “ignorate”, dal momento che neanche i dati relativi agli uomini sono presenti(a meno che non si dica che anche gli uomini “sono ignorati”).

E pensare che fino a poco tempo fa credevo che le femministe fossero cattive, sì, ma intelligenti e furbe. Mi debbo ricredere: queste hanno pochi neuroni o malfunzionanti. Quindi, forse, non sono nemmeno cattive, ma stupide, il che è peggio.

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Guardate i due pesi e due misure del femminismo e del politicamente corretto: Si applaude per il fatto che il 60% dei laureati è donna(perchè il 60% degli iscritti è donna), con punte dell’ oltre il 70% a medicina e giurisprudenza, dicendo che le donne “più capaci e colte degli uomini”, però per quelle pochissime facoltà in cui è maggiore(anche se ormai non più in modo netto) la presenza maschile, come ad Ingegneria, invece si grida alla “discriminazione contro le donne” e quindi si invocano provvedimenti e iniziative per far aumentare le studentesse femmine in quelle facoltà, come del resto già sta succedendo. Della serie: se in un ambito sono gli uomini in maggioranza numerica rispetto alle donne, è “discriminazione”, ma se invece sono le donne ad essere in maggioranza, allora invece è “merito femminile”. Che ipocrisia, che squallore.
Purtroppo, questa non è una semplice buffonata che come tale rimarrebbe sugli articoli di giornale o nei salotti del politicamente corretto televisivo, questo è invece il criterio metodologico con cui rinomate agenzie nazionali e internazionali “rilevano” un presunto “gender gap” a svantaggio delle donne, false “ricerche” queste tanto pubblicizzate dai Media e che influenzano il legislatore a fare “discriminazioni positive”(affimartive actions) a favore delle donne e contro gli uomini.
Questo è il Femminismo, che tanto molti credono che sia per la “parità dei sessi” o che sottovalutano, credendo che sia solo un fenomeno circoscritto a qualche corteo di estremiste.

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http://it.avoiceformen.com/falseaccuse/istat-violenza-donne/

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