Articoli con tag: falsi storici femministi

Molti pensano che sia grazie al Femminismo che lo stupro è punito per legge. Ma questa è una menzogna. Lo stupro è stato sempre punito sin da quando è nata l’ umanità, e lo testimoniano tutti codici e le legislazioni, dall’ antichità più remota fino ai tempi più moderni. La propaganda femminista fa credere che invece sia stato il femminismo, in Italia,a fare sì che lo stupro venisse considerato reato grazie alle legge del 1996. Nulla di più falso: la legge del 1996, tra le tante altre cose, trasformava lo stupro da reato “contro la morale”(come era prima”) a reato “contro la persona”, quindi il fatto che prima lo stupro veniva considerato reato “contro la morale” non significa affatto che non venisse punito, infatti era punito(fino a 10 anni) sotto la dizione di “violenza carnale”. Tra l’altro, anche il sequestro di persona a scopo di estorsione non è considerato reato “contro la persona”(bensì “contro il patrimonio”) ma non per questo si può pensare che non sia punito, infatti è punito in modo severissimo con una pena che va dai 25 ai 30 anni di reclusione.
La differenza è che mentre prima lo stupro era considerato e trattato come tutti gli altri reati, e quindi il suo concetto giudiziario era delimitato da una definizione precisa e oggettiva,al pari di ogni altro reato(grave o lieve che fosse), oggi invece grazie alle leggi femministe, il suo concetto è stato allargato e inflazionato, sfuggendo quindi da ogni catalogazione oggettiva, e contribuendo, come rivendicato dalle femministe stesse,a sfaldare (per questo reato) il sacro principio dell’ “onere della prova a carico dell’ accusa” che è invece è alla base del Diritto.

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Oggi in Italia si commemora il centenario dell’ entrata in guerra dell’ Italia nella Grande Guerra, cioè quella guerra fratricida tra popoli europei. Giusto. Ciò che però, ovviamente, ci si guarda bene dal mettere in evidenza, è che quella fu un sacrificio di massa interamente maschile, e non solo in Italia ma in ogni altra parte, così come in ogni guerra, tant’è che all’ inizio degli anni 20 si registrò in Italia e in Europa un vertiginoso calo demografico della popolazione maschile. In Italia,tra il il 1915 e il 1918, furono chiamati d’ autorità(pena la fucilazione, in caso di rifiuto) al Fronte quasi 5 milioni di cittadini MASCHI-compresi anche ragazzini di 16-17 anni-e di questi quasi un milione rimasero uccisi, chi dal piombo nemico, chi dalla fame, chi dal freddo(ma alcuni anche dalle terribili “decimazioni” decise dai vertici, più tanti altri fucilati per “diserzione”), e altre centinaia di migliaia o anche milioni, rimasero permanentemente mutilati e/o menomati. La situazione fu analoga in tutte le altre parti di Europa e del mondo, e non solo in quella guerra ma in in ogni altra guerra e sacrificio(specie sul lavoro), sin da quando è iniziato il mondo: gli uomini da sempre sono il sesso sacrificabile a beneficio di donne e bambine e per la difesa e la protezione della comunità, della società e della patria. E questi sarebbero i “privilegi maschili” di cui cianciano tante persone!! Molti, oggi, anche coloro che femministi non sono, pensano che un tempo le donne non potessero votare, ma in realtà anche gli uomini non potevano votare, infatti il diritto di voto è recentissimo(fine ‘1800) e il suffragio universale fu concesso solo all’ inizio del 1900(in Italia, nel 1912), quindi il periodo di tempo in cui le donne non potevano votare fu solo di pochi anni, e questo non certo per “discriminazione” ma per via del fatto che il diritto di voto era correlato e imprescindibile dal pesantissimo onere della chiamata alle armi,e nessuna femminista dell’ epoca chiedeva l’ estensione di tale onere alle donne, eppure pochi anni dopo le donne ottennero il diritto di voto senza sottostare a questo pesante onere della chiamata alle armi, mentre gli uomini hanno continuato a sottostarci.
Comunque, ritornando a questa Commemorazione italiana della Grande Guerra, va dato un GRAZIE infinite a tutti quei milioni di uomini italiani chiamati al Fronte che sottostarono a quella terribile guerra, negli orrori delle trincee e degli scontri frontali con il nemico, combattendo con coraggio e lealtà.Ma un GRAZIE anche a quelle milioni di donne, tutt’altro che convinte di essere “oppresse”, come pensano tante mentecatte e mentecatti di oggi, anzi pienamente consapevoli e grate di aver scansato la guerra, e che quindi come tali sopportarono con coraggio e forza la partenza e perdita dei loro mariti/figli/fratelli, e che si diedero da fare con determinazione per portare avanti la famiglia e la casa in assenza dei loro uomini, e in molti casi andando anche a lavorare nelle fabbriche per sostituire gli uomini mandati al carnaio della guerra.
Il Femminismo ha mistificato la Storia, parlando di “oppressione maschile contro le donne” e di “privilegi maschili”. E’ bene, quindi, ricordare la Storia, e quella è oggettiva.
Condividete e fate girare!!

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Come mai gli uomini non protestano di fronte a tutte queste discriminazioni nei loro confronti? Non protestano per via di un principio di Assuefazione che rende loro normale questa situazione. Sin da piccoli si sentono dire che le femmine sono il sesso oppresso e che i maschi hanno una colpa collettiva di tipo sociale, morale, storico nei confronti delle femmine. Scuola, Media e Istituzioni plasmano i cittadini, si sa. Quindi quando gli uomini vedono un’ iniziativa legislativa a favore delle femmine(=contro i maschi) o un ‘offesa contro tutto il genere maschile, per loro è tutto normale o comunque inevitabile.

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Tratto da:http://antifeminist.altervista.org/risorse/lavori_ripugnanti.htm

E’ con grande fortuna delle donne  dunque che gli uomini non trovarono “ripugnante” scavare gallerie sotto terra e spaccare pietre per più di 10 ore al giorno come degli scarafaggi umani, morendo nei frequentissimi incidenti per improvvise fuoriuscite di gas, morendo a 40 anni con i polmoni bucati dalla pneumoconiosi (malattia polmonare dovuta all’ inalazione prolungata di polveri lesive) o venendo schiacciati vivi da improvvise frane. Un lavoro che non “ripugnerebbe nessuno”, eppure era (ed è ancora, in tantissime parti del mondo), un lavoro assolutamente indispensabile, che permette a qualsiasi società di progredire e dare a chi sta “sopra”, cioè chi respira l’aria pulita, l’opportunità di vivere una vita migliore. Le femministe[mica solo le femministe, ma quasi tutti, compresi anche tanti pretastri, NdA], in primis, non hanno mai rispettato il sacrificio che gli Uomini hanno fatto lungo tutta la storia, pagando molto spesso con la propria vita .

C’è da chiedersi se quegli uomini morti in miniera, spaccando pietre per più di 10 ore al giorno in ambienti insalubri e sporchi, avrebbero continuato a fare quello che stavano facendo se avessero saputo che 30, 50 o 100 anni più tardi sarebbe nata una generazione di ingrate e decerebrate femministe che avrebbe sputato sopra il loro Colossale Sacrificio bollandoli come “sporchi oppressori maschilisti”. C’è da scommetterci che molti di loro, se avessero potuto vedere il futuro, avrebbero buttato a terra pale e picconi e detto “ma chi me lo fa fare ?“.

duu

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Ci si obietterà, o meglio, è un’ auto-obiezione: Come è possibile che mentre quasi tutti pensano che gli ‪#‎uomini‬ siano privilegiati, noi antifemministi invece affermiamo con certezza che al contrario sono gli uomini ad essere discriminati ?Cioè come è possibile vedere la stessa realtà oggettiva in due modi e posizioni completamente opposte?

Risposta: In realtà queste due posizioni sono opposte solo apparentemente,e ora si spiegherà il perchè.
Il fatto che quasi tutti(popolo, Media e Istituzioni) credono che la ‪#‎donna‬sia “oppressa” e “vittima” dell’ uomo, significa che ad essa(la donna) è stata accordata la QUALIFICA SOCIALE di parte debole e vittima mentre all’ uomo la qualifica sociale di parte “privilegiata”. Qualifica sociale di una “categoria”, vuol dire infatti ciò che la società(popolo e Istituzioni) pensa a riguardo di tale “categoria” e quindi in base a ciò agisce nei suoi confronti: se una tale “categoria” è considerata(all’ unanimità, cioè dalla società) “debole” e “vittima” mentre l’ altra “privilegiata” ed “oppressore”, la società e le sue rappresentazioni e strutture(Media, Istituzioni, Magistratura),ovviamente agiscono in modo tale che la categoria considerata “privilegiata” riceva un trattamento svantaggioso rispetto alla categoria considerata “vittima”, in modo tale da compensare e ridurre la presunta disuguaglianza tra le due categorie. Nella società umana essere considerati “deboli” e “vittime” comporta trattamenti vantaggiosi, non a caso chi non lo è, spesso si spaccia per tale al fine di usufruire di tali vantaggi, cioè usando l’ arma del vittimismo( dichiararsi vittima pur non essendolo). Di qui il celebre motto: “chi piange, fotte”.

Ecco perchè mentre quasi tutti dichiarano che gli uomini sono “privilegiati”, questi in realtà, in forza di questa credenza sociale, lo prendono nel didietro subendo trattamenti(sociali, legislativi e giudiziari) sfavorevoli rispetto alle donne, e spesso senza rendersene nemmeno conto, proprio perchè a loro viene insegnato e inculcato, sin dall’ infanzia, che il “maschio è privilegiato”, mentre la femmina è “innocente e vittima”.

Ecco così che l’ uomo in quanto “privilegiato” è svantaggiato e discriminato.

Quindi, come vedete, non c’è nessuna contraddizione tra queste due posizioni(la prima,quella maggioritaria, cioè quella femminista, e la seconda, quella ultraminoritaria, cioè quell’ antifemminista), o meglio la contraddizione c’è solo dal punto di vista della logica matematica( aristoteliana e booleana), ma di fatto “equivalenti” visto che entrambe(la prima che è falsa, la seconda che è vera) sono organiche allo stesso meccanismo, prima descritto.

p.s: Siccome non siamo femministi al contrario, non neghiamo affatto che anche le donne non abbiano i loro svantaggi, ma questi non sono quelli descritti e propagandati dal ‪#‎femminismo‬ e dai Media(almeno non in questi termini e modi), e soprattutto non vanno risolti con inaccettabili discriminazioni contro i cittadini di sesso maschile, bensì valutando caso per caso la singola situazione di ogni singolo cittadino, a prescindere dal sesso, e quindi agendo in funzione di tale singola condizione, non in funzione del suo sesso.

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In questi giorni[dicembre 2014] sui Media vi sono tante commemorazioni sul centenario dell’ inizio della prima guerra mondiale, in particolare sui milioni e milioni di civili mandati al fronte a combattere(non per loro scelta, ricordiamo, ma obbligati pena la fucilazione per diserzione) e quindi morti in battaglia in quella guerra. Nessuno fa notare però che erano TUTTI uomini, perchè sin da quando è iniziata l’ umanità è sugli uomini che ricadono le maggiori mansioni(sociali e materiali) di rischio, e non lo si può far notare perchè altrimenti il dogma del “privilegio maschile” e dell’ “oppressione femminile”-cui quasi tutti come dei veri salami credono-rischia di sciogliersi come neve al sole.

Società “maschilista” significa società a misura di maschio cioè adattata per il maschio e per i suoi bisogni, ma una società che da sempre manda il maschio a morire o comunque a sacrificarsi(nel lavoro, in guerra, nella protezione della società, della famiglia, ecc),non è certo maschilista. Sì spesso sono gli uomini stessi a discriminare altri uomini in tal senso ma ciò non cambia la sostanza: non è una società a misura di maschio. Giusta(cioè naturale) o non giusta che sia questa realtà, le cose stanno così e da sempre stanno così. E non si citino gli uomini di potere: questi sono una ristrettissima minoranza, appartengono ad una elite che non rispecchia certo la condizione della stragrande maggioranza del genere maschile: a morire in guerra, a morire sul lavoro, a rimanere senza tetto, a subire le peggiori condizioni della disoccupazione,a suicidarsi, ad essere vittime della criminalità, ad essere vittime di errori giudiziari, ad essere sfruttati nel lavoro(specie quello minorile) e tante e tante altre situazioni simili, da sempre sono in GRAN PARTE, uomini.

Certo anche le donne hanno tante altre gravi problematiche, che non neghiamo, però non è affatto vero che gli uomini se la passino meglio, come oggi fa comodo sostenere. Bisogna pur smetterla con questa menzogna secondo cui gli uomini sono “privilegiati” rispetto alle donne. I privilegi e gli svantaggi variano da individuo a individuo, quindi non hanno sesso.

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Un’ altra balla antimaschile e filofemminista, di chiara estrazione Darwiniana, è quella che afferma che mentre le donne sono tendenzialmente “monogame” gli uomini sono tendenzialmente “poligami”, cioè in parole povere: gli uomini tendono a tradire, le donne invece sono “santarelline” fedeli. Ma la realtà è ben diversa.
Cioè, chiediamo: ma se le donne sono così santarelline e fedeli, mentre gli uomini così fedifraghi, come mai allora ben il 20% dei figli è frutto di relazioni ADULTERE della MADRE?
Quindi questo significa che come MINIMO il 20% delle donne commette adulterio contro il marito. Diciamo come “minimo”, perchè come è ovvio la maggior parte dei rapporti sessuali al di fuori del matrimonio,avviene in modo “protetto”, cioè con anticoncezionali vari e preservativi che come tali impediscono un concepimento. Quindi questo 20% di figli nati da relazioni adultere femminili, benchè già di per sè elevato e intollerabile,rappresenta una percentuale ancora più piccola della percentuale di adulteri femminili totali. Altro che “monogame ” e “fedeli”. Ecco i drammatici risultati del Femminismo che ha insegnato alle donne a tradire e lasciare i mariti(queste cose ovviamente succedevano anche prima del femminismo, ma non come oggi).

Questa falsa credenza dell’ uomo “poligamo” deriva anche dal fatto che il desiderio sessuale maschile è più “spinto” di quello femminile,quindi se ne deduce che gli uomini tradiscano di più delle donne. Ma questo è solo un Sillogismo Aristotelico che non tiene conto del fatto che al desiderio sessuale di un uomo di accoppiarsi sessualmente con una determinata donna non corrisponde necessariamente un rapporto sessuale,anzi nella maggior parte delle volte non corrisponde affatto, in quanto la sessualità femminile è per natura molto SELETTIVA(non diciamo che questo sia sbagliato o giusto, è NATURA, punto.). Questo significa che una donna può pure sposare un uomo “normale” , sì, ma invece per una semplice avventura sessuale, dove come è noto non contano i sentimenti e le qualità “interiori”(intelligenza, personalità) nè eventuali soldi, ma solo o in gran parte l’ aspetto esteriore, sceglie solo un “maschio alfa”, cioè un uomo di aspetto fisico considerato(a torto o a ragione) superiore alla media(a meno che lei non sia proprio brutta,e quindi in tal caso deve “accontentarsi” per molto di meno). Cioè una minoranza esigua di uomini. Al contrario invece di un uomo medio(cioè non quello Alfaa) che invece per via del fatto che passa sotto questa “selezione”-e anche per via del fatto che mediamente ha un desiderio sessuale maggiore rispetto alla donna- tende ad “accontentarsi” per molto di meno, cioè è meno selettivo. La donna(a meno che non sia proprio brutta) ha quindi un certo “potere sessuale” che l’ uomo medio(cioè non Alfa) non ha, questo significa se le viene il desiderio di avere un rapporto sessuale, e manifesta esplicitamente questo desiderio,troverà quasi(è un quasi meramente formale) al 100% un uomo disposto a fare sesso con lei, mentre a parti invertite è molto più difficile(difficile, non impossibile, sia chiaro), a meno che l’ uomo in questione non sia un Alfa.E’ evidente quindi come un uomo “normale” abbia poche(poche, ma non nulle, sia chiaro) possibilità di riuscire a tradire la moglie, a prescindere da suoi eventuali desideri adulteri, a meno che non scelga di andare da una prostituta.

A proposito di uomini sposati che vanno con prostitute, ci si obietterà facendoci notare che anche questo è adulterio, un adulterio maschile. Certo che lo è, e non si può negare. Ma se un uomo sposato prende la decisione estrema di pagare una prostituta,questo è spesso(non sempre, ovvio) dovuto al fatto che la moglie non gli si concede(magari dietro la scusa onnipresente dei “mal di testa”), e quando non gli si concede significa spesso(non sempre)che-a meno che non abbia una malattia o una affezione ginecologica- è già “sazia” sessualmente per via di avventure extraconiugali, quindi in questi casi il marito sceglie di andare dalla prostituta a seguito di adulteri subiti(a prescindere dal fatto se lui ne sia consapevole o meno) e quindi, di conseguenza,a seguito di un diritto negatogli dalla moglie, cioè il sesso( ovviamente anche una moglie ha il diritto di ottenere sesso dal marito). Allora ci si potrebbe obiettare a sua volta che anche una donna che tradisce il marito spesso lo faccia a seguito di adulteri subiti e quindi dal fatto che il marito non le si conceda: certo, in taluni casi è possibile che avvenga per questo, ma statisticamente parlando è molto più difficile che un uomo non si conceda sessualmente ad una donna che non viceversa, per i motivi descritti prima(desiderio sessuale maschile maggiore, maggiore selettività femminile, ecc).

In conclusione,alla luce di tutte queste considerazioni, io penso che l’ adulterio sia molto più praticato dalle donne che non dagli uomini, per via del “potere sessuale” femminile. Quello che è CERTO, però, è che riguarda entrambi i sessi, cioè anche(e soprattutto, direi) le donne, e quindi sarebbe bene che la si smettesse una volta per tutte con questa balla femminista e darwiniana che afferma che gli uomini sono tendenzialmente adulteri mentre le donne fedeli e pure. Il tradimento e la fedeltà non hanno sesso.

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La cosa più disgustosa e infame della propaganda femminista è quella di far passare per “privilegi” maschili ciò che invece sono evidenti svantaggi per gli uomini. Ad esempio, spesso facciamo notare il fatto che la stragrande maggioranza dei morti sul lavoro è maschile perchè appunto sono quasi solo gli uomini che maggiormente, sin da quando è nato il mondo, sono costretti, volenti o nolenti, a fare i lavori e la mansioni più dure e rischiose. Gli uomini schiattano in questi ambiti….e sarebbero pure “privilegiati”! E voi sapete come ci rispondono tanti ipocriti benpensanti? Rispondono che questo accade perchè le donne sono “discriminate” in questi lavori, cioè non vengono assunte: capito? Ma qualcuno di voi ha mai sentito o visto rivendicazioni femminili e “quote rosa” nei lavori duri e rischiosi(fabbriche pesanti, impalcature, fogne, e tanti e tanti altri simili)???. No,ve lo chiediamo, perchè gli unici ambiti verso cui si avanzano queste rivendicazioni(quote rosa, ad esempio) sono solo quelli dove ci si sta comodi dietro una scrivania o si comanda, ad esempio i CdA delle aziende, i parlamenti, i consigli comunali. La “parità” vale solo in questi ambiti, eh?
Ora noi non vogliamo fare una colpa alle donne, visto che la donna, per inclinazioni naturali, non sceglie questi tipi di lavoro dove si rischia e si può morire, ma sceglie legittimamente altre mansioni meno dure, meno usuranti e meno rischiose(ma non meno importanti, sia chiaro). Noi ce l’abbiamo con chi invece capovolge la realtà facendo passare gli uomini come “privilegiati” anche quando invece sono svantaggiati. Infami!

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AntiFemminismo
Pubblicato il 13 ottobre 2014
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Se leggete il libro(in inglese) di Ernest Belfort Bax(un attivista britannico dei diritti dei lavoratori), dal titolo “The Fraud of Feminism” (La Frode del Femminismo) del 1913,e tutti gli altri suoi documenti e interventi a partire dalla fine dell’ 800, rimarrete sbalorditi perchè molte delle cose che denuncia a riguardo della società dell’ epoca, cioè di più di un secolo fa, sono pressochè le stesse di oggi: ad esempio, la disparità di trattamento giudiziario tra uomini e donne a favore di quest’ ultime a parità di reato,l’ indulgenza verso donne uxoricide e infanticide quando invece gli uomini per lo stesso reato finivano alla forca, l’ iniqua procedura a scapito dei padri nei contenziosi post separazione, l’ attenzione politica e sociale rivolta solo alle problematiche femminili e non anche a quelle maschili, le cosiddette “discriminazioni positive”(affirmative action”) legislative a favore delle donne, e così via. Incredibile, ma vero!

Qualcuno allora potrebbe pensare: “ma allora era un profeta?” No, amici, semplicemente ciò che avveniva all’ epoca, in quell’ epoca che nell’ immaginario collettivo appare “maschilista”, in realtà vi erano le stesse problematiche di iniquità femminista che vi sono oggi, e lui si limitò semplicemente a denunziarle . Nessuna società “maschilista”, quindi. Anzi, si può dire che la situazione per gli uomini era ancora peggiore tempo fa, perchè oltre a queste cose gli uomini, tutti gli uomini(salvo rare eccezioni) erano costretti a svolgere il servizio militare(che all’ epoca durava vari anni, ) e a partire al fronte di guerra(e allora le guerre erano molto frequenti) dove ne morivano e ne rimanevano mutilati a milioni e milioni, senza che il Femminismo dell’ epoca(ancora più feroce di quello di oggi, contrariamente a quanto molti pensano) ne ravvisasse una problematica maschile.

Quello di Ernest Belfort Bax è un prezioso documento storico che testimonia la prassi dell’ epoca in merito al rapporto fra i sessi, e quindi leggendolo e confrontandolo con i parametri attuali, fuga ogni leggenda metropolitana sul “maschilismo” della società pre-1968(come testimoniò anche Benedetto Croce, non esisteva, e non è mai esistito nessun “maschilismo”). E nemmeno può essere accusato di avere una visione politica di parte in merito a questo argomento , visto che egli politicamente apparteneva alla sinistra(a quei tempi esistevano Sinistre e Destre serie),quindi tiratene le somme.

Il Femminismo non è un movimento politico, e non è nemmeno una ideologia in sè, è semplicemente un primordiale e basso istinto trasformato in ideologia e oggi assurto anche a livello mediatico e istituzionale(grazie alla scusa sempre vincente “della difesa delle donne”), che va contro i valori del perdono, della compassione, della famiglia e del senso del dovere altruistico, in nome di una concezione materialista e nichilista basata sull’ individualismo edonistico e carnale più becero, molto funzionale alle logiche Consumistiche attuali.

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AntiFemminismo
Pubblicato il  26 maggio 2014
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La famosa tragedia greca che narra le nobili gesta di Antigone(una grande donna che trasgredisce coraggiosamente i disumani ordini di re Creonte in nome di leggi morali non scritte) e il conseguenziale successo che tale tragedia riscosse nelle società dell’ epoca, è spina nel fianco nella propaganda femminista, molto scomoda per essa, perchè una delle innumerevoli dimostrazioni che non è affatto vero che nel passato le donne fossero considerate, dalla mentalità e cultura dell’ epoca, degli oggetti “utili solo alla procreazione” e senza personalità alcuna. 

La donna è stata sempre esaltata da scrittori e pensatori di ogni epoca e luogo,e la sua vita è stata sempre considerata di valore superiore a quella degli uomini(“prima le donne e i bambini”) , costringendo quindi a far ricadere sugli uomini le maggiori responsabilità e rischi(nel lavoro, nella difesa del territorio, ecc) a beneficio di donne e bambini. Non sono mai esistite discriminazioni contro le donne “in quanto donne”(le discriminazioni semmai sono esistite ed esistono sia contro donne che contro uomini, per via delle loro condizioni sociali, religiose, politiche, ecc) infatti il diritto all’ istruzione per tutti e a quello del voto per tutti è stato recente tanto per i maschi quanto per le femmine, e le norme e mentalità del passato mai hanno impedito che una donna potesse diventare sovrana e governante(lo dimostrano le tante imperatrici e regine del passato), scienziata, pittrice, artista, ecc.. In tal senso si veda anche qui:

https://www.facebook.com/297305676963266/photos/pb.297305676963266.-2207520000.1401099026./722923004401529/?type=3&theater

Insomma non è affatto vero che il femminismo sia nato “per motivi buoni” e che solo dopo il 68 sarebbe “degenerato”. Il femminismo è stato sempre così come è, ed è nato e si accreditato solo inculcando luoghi comuni pseudostorici. Non esiste quindi un femminismo “buono” e un femminismo “cattivo”, non esiste un “vero femminismo”(buono) e un “falso femminismo”(cattivo).
Il femminismo è sbagliato, sempre e comunque.

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