Articoli con tag: discriminazioni antimaschili

“Società patriarcale”. Così dicono tutti(anche il mio gatto,anche il vostro). La parola “patriarcato” deriva dalla parola latina “pater”(cioè padre), quindi società patriarcale vuol dire società incentrata sul “dominio” della figura del padre e, di quella connessa, del marito. Ma è vero? Vediamo:

-Generalmente sono le donne che danno il via all’inizio di un rapporto di coppia, nel senso che nella maggior parte dei casi essendo l’uomo a corteggiare, alla donna, generalmente, tocca decidere se il pretendente sia da accettare o meno. Di conseguenza, spetta ad esse, generalmente, l’ultima decisione.

-Generalmente sono le donne a porre fine ad un matrimonio: la maggior parte delle separazioni è chiesta da donne,infatti.

-I figli, generalmente,passano più tempo con la madre che con il padre(perchè, generalmente, il padre lavora in media più ore fuori casa rispetto alla madre)

-In caso di separazione, i figli vanno quasi sempre alla madre. Il padre viene ridotto ad essere un mero bancomat per l’ex moglie e per i figli che spesso nemmeno può vedere(e quando li può vedere,lo può fare solo assai limitatamente).

-La Costituzione stessa(scritta da uomini degli anni 40, quindi sicuramente “patriarchici”), cita solo la tutela della maternità e quindi NON anche della paternità.

Insomma, il padre è totalmente fuori dalla società attuale, altro che suo “dominio”

E lo è anche in senso lato, cioè a riguardo della figura maschile, nell’importantissimo ambito dell’ educazione e formazione. Infatti:

-L’educazione e l’insegnamento(e questi sono aspetti primari per la crescita e la formazione degli individui, e quindi della società) sono quasi totalmente in mani femminili: oltre alla famiglia, anche nella scuola, la stragrande maggioranza degli educatori è femminile: infatti, la stragrande maggioranza degli insegnanti è donna, con punte che sfiorano il 100% nella scuola primaria, con punte che sfiorano circa il 90% nelle scuole medio-superiori. Eppure in passato, di maestri e professori uomini ce ne erano tanti.

In conclusione dove diavolo sarebbe questa figura “paterna” come centro e dominio della società? E’ presente solo nella perversa fantasia femminista. Ecco tutto.

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Uno studente di 17 anni si è impiccato a causa di una falsa accusa di stupro . Se fossimo in una società davvero civile ed egualitaria, tutte quelle Istituzioni, politici, magistrati e Media che appoggiano il femminismo e questi abomini,verrebbero processati e incarcerati. Ma purtroppo questa non è una società civile.

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3256157/Student-17-hanged-falsely-accused-rape.html

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Chiediamo formalmente e ufficialmente che l’attuale nome del cosiddetto “Ministero delle Pari Opportunità” venga cambiato in “Ministero delle Donne”. Chiediamo questo solo e soltanto per una questione di coerenza tra autoproclamarsi e agire, e per una questione di correttezza nei confronti dei contribuenti di sesso maschile(che sono la gran parte dei contribuenti) che devono essere a conoscenza dei veri servizi elargiti da chi pagano con le proprie tasse. Ebbene, dovete sapere che questo Ministero(presente solo in Italia) è composto esclusivamente da donne(gli uomini non sono ammessi) e che si occupa solo ed esclusivamente di donne e MAI di uomini e loro problematiche, difficoltà, discriminazioni subite, ecc E addirittura questo Ministero auspica (almeno stando alle dichiarazioni di alcune loro ministre che si sono succedute) la prevalenza numerica delle donne in tutti i campi e settori.
Pari Opportunità-principio nel quale ci riconosciamo pienamente-invece vuol dire pari diritti, pari trattamento, pari dignità, pari doveri a parità di condizione tra uomini e donne, e quindi troviamo scorretto e offensivo nascondersi dietro questo sacrosanto nome e principio per promuovere azioni istituzionali e legislative palesemente discriminatorie nei confronti dei cittadini di sesso maschile, in piena violazione dell’ art 3 della Costituzione, cui pure le ministre e sottosegretarie di questo Ministero hanno giurato fedeltà.

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a)Gli uomini sono privilegiati, economicamente potenti e oppressori(di donne). Così dicono il Femminismo, parecchie donne(ma anche uomini zerbini e leccapiedi), i Media, le Istituzioni, i Docenti, gli opinionisti, i benpensanti, insomma quasi tutti.
b) No, gli uomini sono discriminati e occupano le posizioni più basse della società. Così ribattono gli attivisti dei diritti maschili(non necessariamente antifemministi).

Come è possibile avere due vedute completamente opposte della stessa realtà? Qual è la verità? Quale tra le due affermazioni a e b è vera?
In realtà a e b non sono completamente opposti, anzi la situazione affermata in b è conseguenziale a quella affermata in a. Mi spiego: nel momento in cui una certa “categoria”(in questo caso, quella maschile) viene proclamata dalle Istituzioni e dal Politicamente Corretto come “categoria privilegiata e oppressiva”, allora sorge spontanea l’ esigenza(emotiva o materiale, a seconda dei casi) di “compensare” e arginare questi presunti “privilegi” e questi suoi comportamenti “oppressivi”(contro le donne, in questo caso). E questo si traduce, di conseguenza,in azioni(a livello sociale, legislativo, giudiziario, ecc) volte a “penalizzare” la categoria considerata “privilegiata” e trattarla in modo più “duro” rispetto alla categoria considerata “oppressa e discriminata”,e questo per un principio di “compensazione” e di “punizione”.

Del resto, essere considerati “privilegiati” non conviene a nessuno, la cosa migliore per ottenere privilegi è quella di essere considerati vittime. Gli esseri umani lo sanno da quando è iniziato il mondo, di qui il detto “chi piange fotte”. La Dittatura del “Debole” e della “Vittima”.

p.s: ovviamente non vogliamo dire, però, che tutte le donne siano privilegiate(le femministe e simili, però lo sono eccome), così come non vogliamo dire che tutti gli uomini siano “discriminati”, perchè riteniamo scorretto generalizzare, sia da un lato che dall’ altro.

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In questa società cosiddetta “maschilista”, i padri separati che vogliono vedere i figli, vengono allontanati per sempre da loro e spesso anche incarcerati( http://it.avoiceformen.com/…/alessandro-del-grande-sentenza/ ) , mentre l’ acidificatrice che sfigurò il suo ex fidanzato è stata scarcerata per permetterle di stare con suo figlio. Nello stesso tempo, praticamente tutte le donne che uccidono i loro figlioletti vengono assolte perchè “depresse” (https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1209351465758678&id=297305676963266 ) , e tanti uomini(spesso padri) vengono incarcerati e condannati a lunghe pene detentive per false accuse delle ex mogli per impadronirsi dei figli.
E questa sarebbe una società “maschilista”. Immaginiamoci se fosse femminista, cosa succederebbe…

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“Trovato morto nell’auto, che era la sua casa ”
Ovviamente la causa legale è la morte naturale, ma la causa morale è l’ omicidio. Sì, è un omicidio, anzi un MASCHICIDIO(ucciso IN QUANTO maschio) che non sarà, anzi che non saranno(perchè questo è solo l’ ennesimo caso, non un caso unico) annoverati nella lista ufficiale degli omicidi nè se ne parlerà mai su “Amore Criminale”(la trasmissione femminista della Rai). Succede sempre così: la moglie abbandona il marito, ma i giudici affidano quasi sempre a lei i figli, e quindi in forza del “supremo interesse del Minore”, il Giudice lo costringe ad abbandonare la casa(anche se è di sua proprietà) e fargli pagare Mantenimento (e gli Alimenti). Ovviamente, lui, se non ha reddito sufficiente e/o altra casa, è costretto a dormire nella sua auto e a mangiare alla mensa della Caritas. E a volte ci rimane secco, come in questo caso.
Si dice che gli uomini italiani sono “favoriti”: voi avete mai visto una donna divorziata dormire nella propria auto come “casa”? Si dice che gli uomini sono “privilegiati”, ma l’ 87% dei senza tetto è uomo(dati ISTAT) e il 95% dei suicidi per mancanza di lavoro è maschile. Ecco perchè, forse, ripeto, forse, l’ ISTAT non aggiorna più i dati relativi a questo aspetto dal 2011-12: non si deve sapere che gli uomini non sono privilegiati,altrimenti poi tutte queste leggi che discriminano gli uomini nelle assunzioni nel privato(a cominciare dalla legge Fornero) e nello statale e che aiutano le disoccupate femmine a scapito dei disoccupati maschi(a cominciare dai bonus INPS), rischierebbero di non passare inosservate a qualcuno un “pochettino” più attento e obiettivo.

Ragazzi, finchè, si starà con le mani in mano, senza far niente, la situazione rimarrà sempre così e peggiorerà sempre di più. Muovete il culo: parlatene con tutte le persone che vi trovate di fronte, stampate tutto il materiale che trovate qui e altrove, mandate email e petizioni a giornali e autorità.
CONDIVIDETE questo post (con quanto scritto sopra).

http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/montelabbate-auto-morto-separato-padre-1.1208913

 

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Mandate questa lettera, al Parlamento(deputati e senatori), al presidente del Consiglio, e ai Ministeri.

Egregi/ie Rappresentanti, Governanti e Amministratori della Repvbblica Italiana,

Ho notato che state spargendo, tramite Pubblicità cosiddette “Progresso”, la menzogna che io in quanto maschio guadagni “a parità di lavoro”, ripeto, “a parità di lavoro”, il 30% in più rispetto ad una femmina. In quanto cittadino, vi chiedo gentilmente, ma tassativamente, di rimuovere questa menzogna, in quanto è illegale, oltre che moralmente ed eticamente censurabile, che le Autorità diffondano dati falsi per creare allarmi sociali.. Il dato da voi citato e sparso, cioè questo “30%”, è frutto di un’ affermazione dalle femministe radicali americane e rilanciata dalla Casa Bianca(Obama), in realtà si riferisce, come specificato dalla Casa Bianca stessa, agli stipendi medi globali di uomini e donne(negli usa), quindi non certo a parità di lavoro, di mansione, di orario lavorativo(compresi straordinari e orari notturni),di ruolo, di anni di servizio, di merito,eccetera, eccetera. In parità di tutti questi fattori appena enumerati, a livello retributivo, non c’è nessun divario, men che meno del fantomatico “30%”,tra uomini e donne. Tra l’altro, se, per assurdo, davvero ci fosse questo divario, e per di più di entità così importante e netta(30%), le aziende assumerebbero quasi solo donne perchè, appunto, costerebbero di meno.
Ricordate che siete pagati da tutti i cittadini, anche e SOPRATTUTTO, da quelli di sesso maschile, quindi avete il dovere di agire senza distinzioni di sesso.

Salutazioni.
Nome e Cognome

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Mentre questa privilegiata nella foto, ben curata, ben vestita, ben truccata, e soprattutto ben pagata, si esibisce in questa pagliacciata vittimistica piena di menzogne e dati mistificati alludenti ad una fantomatica disparità retributiva tra uomini e donne, il 95% dei suicidi per mancanza di lavoro sono maschili, l’ 86% dei senza tetto sono maschili. E mentre vengono promosse iniziative e provvedimenti(quote rosa, affirmative actions Legge Fornero, ecc, ecc ) per favorire l’ ingresso delle donne nei posti comodi e di potere e sfavorire l’ assunzione di uomini over 30 a vantaggio delle donne, a fare i lavori più usuranti, sgradevoli e pericolosi rimangono solo gli uomini(97% dei morti sul lavoro è uomo).
Ma si sa, chi piange fotte.

Leggete il relativo articolo:

http://www.uominibeta.org/editoriali/banconote-da-7-euro-per-sole-donne/

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Le donne sono discriminate sul lavoro?

Pubblicato su facebook:AntiFemminismo il 13 ottobre 2013

di Dimitri De Angelis
“LE DONNE SONO DISCRIMINATE SUL LAVORO!”

Le nostre politichesse (ma anche i nostri amati politici per nobile spirito di opportunismo ed attaccamento alla poltrona) ce l’ avranno ripetuto fino allo sfinimento. Tuttavia, anziché dare per buone le loro (disinteressate!) affermazioni, proviamo a verificarle, attenendoci ai fatti.

Partiamo dalla pubblica amministrazione.

In base a quanto disposto e disciplinato dal decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196, articolo 7, comma 5, in occasione tanto di assunzioni quanto di promozioni, a fronte di analoga qualificazione e preparazione professionale tra candidati di sesso diverso, l’eventuale scelta del candidato di sesso maschile è accompagnata da un’esplicita ed adeguata motivazione. In buona sostanza, in occasione di un concorso pubblico o di una promozione, a condizioni di parità di merito tra un candidato di sesso maschile ed un candidato di sesso femminile, qualora la scelta NON ricadesse sul candidato di sesso femminile, l’amministrazione è obbligata a giustificare la scelta, ossia, in altre parole, l’amministrazione, a parità di merito, è invitata (obbligata) ad assegnare il posto alla donna. Questa norma giuridica è molto più subdola di quanto non si possa pensare. E’ infatti raro che in un concorso risulti vincitore un solo candidato. Nella quasi totalità dei casi, all’esito del concorso, arriveranno a pari merito almeno 3 o 4 candidati. Tra questi 3 – 4, almeno uno sicuramente è donna. Come fai a “giustificare adeguatamente” la scelta di un uomo? Salvo casi eccezionali, è praticamente impossibile. Ergo: a meno che a detto concorso non partecipi Einstein, l’occupazione sarà data ad una donna. Capito le femministe furbette del quartierino? Visto che gli piacciono tanto “le statistiche”, perché non ne fanno una per verificare quante assunzioni maschili e quante femminili ci sono state negli ultimi anni nella pubblica amministrazione?

Inoltre si stima, che nella pubblica amministrazione la presenza di personale femminile sia nettamente superiore a quella maschile (nella sanità si è arrivati circa al 65% di personale femminile). Come mai questa disposizione è ancora vigente? [Nota di AntiFemminismo:tra l’altro anche se non fosse il 65%, questa disposizione sarebbe stata comunque iniqua e discriminatoria visto che la parità dei sessi non è un’ imposta e obbligatoria presenza al 50%/50% tra uomini e donne, ma bensì parità di trattamento a parità di condizioni, merito, etc, pertanto le “quote” rosa e le “affirmative action” sono di per sè discriminatorie, non a caso le promotrici stesse di queste cose le chiamano “discriminazioni positive”, positive un corno!]

Chi è il sesso discriminato? Perché addirittura si parla ancora della necessità di statuire ulteriori privilegi in favore dell’occupazione femminile?

Ma perché tutte queste menzogne? Io un idea ce l’avrei..

Ps. 1. Cara femminista che leggi questo post. Prima di lasciarti invadere da schizofrenici isterismi, ricorda che l’uomo che potrebbe restare a casa grazie a tale disposizione sessista, potrebbe essere tuo figlio.

Ps. 2. Io non odio le donne. Io non sopporto le ingiustizie e le discriminazioni (quelle vere non quelle inventate).
Continua….

[NOTA finale di AntiFemminismo: Va detto inoltre che la presenza femminile rispetto a quella maschile è maggiore non solo nella pubblica amministrazione, ma anche nella scuola, e in tantissimi altri posti, sia statali, parastatali che privati, quali accettazioni in cliniche,segreterie e/o assistenza in ambulatori medici, di commesse in negozi di ogni tipo e dimensione, etc. E gli uomini invece dove sono maggioranza rispetto alle donne? Dove si soffre o si muore: nei cantieri, nelle fabbriche,etc: il 97% dei morti sul lavoro è maschile.
Aggiungiamo, inoltre, una cosa molto importante: al di là delle statistiche, la disoccupazione maschile è ancora più terribile di quella femminile, in quanto una donna se non riesce a trovare un lavoro, comunque avrà la “chance” del matrimonio: lui lavora, lei casalinga. Possibilità che un uomo non potrà mai avere in quanto è molto raro il caso a parti invertite(moglie lavora, marita sta in casa), perchè questi sono i diversi ruoli naturali di uomini e donne. Quindi un uomo senza lavoro, non ha scampo.]

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