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AntiFemminismo
Pubblicato il 27 ottobre 2014
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In questi giorni non si fa altro che parlare della condanna a morte inflitta ad una donna iraniana, tal Reihaneh Jabbari, che uccise un uomo con coltellate alla schiena. I Media subito si sono schierati dalla sua parte, considerandola- senza prova alcuna ma solo e soltanto in base alla sua dichiarazione difensiva- “una povera vittima che si è difesa” da un “maschilista che voleva stuprarla”.

Tutti all’ unanimità, uomini e donne, atei e cattolici, “tradizionalisti” e Lgbt, belli e brutti, santi e peccatori, sia su facebook che altrove, stanno pubblicando pensieri e articoli retorici in difesa di questa assassina, criminalizzando così la povera vittima uccisa che in quanto morta non può difendersi da queste infamanti accuse.

Questa donna sarebbe stata graziata(cioè pena capitale tramutata in carcere) se non avesse subito pressioni da gruppi ideologizzati( in senso femminista) a criminalizzare la vittima, in quanto i parenti della vittima erano disposti a farle concedere il carcere al posto della pena capitale, e invece l’aver criminalizzato il loro caro ammazzato ha fatto cambiare loro idea. Quindi a pensarci bene anche lei è stata vittima del femminismo.

Ciò che contestiamo è che tutti senza sapere come siano andate le cose, senza conoscere le documentazioni processuali nè altro, senza tenere il minimo rispetto per la povera vittima assassinata, già hanno “assolta” questa donna omicida e fatta passare per una “vittima”.

Questo perchè da noi, a furia di quotidiane e martellanti campagne e istituzionali sul “femminicidio” e la “violenza contro le donne”,costruendoci intorno una realtà apocalittica che per fortuna non esiste e quindi creando l’ immagine sempreterna della “donna debole e vittima”, si è instillata la convinzione che se una donna uccide un uomo lo fa solo per “difesa” o comunque per reazione a “maltrattamenti”. Quindi l’ idea che anche una donna possa uccidere non per difesa e non per reazione, sembra che non sfiori quasi nessuno. E siccome lei ha detto che ha ucciso “per difendersi”(fermo restando che anche il diritto alla legittima difesa impone i suoi limiti), allora per tutti significa che è VERO. Senza discutere, senza dubbio. La donna è sempre innocente. Fine della storia.

Ma da che mondo è mondo nessun assassino, nessun reo, a meno che non si stia pentendo del suo delitto,confessa le reali motivazioni per cui ha compiuto il delitto, cioè è ovvio che cerchi in ogni modo di alleggerire la sua posizione processuale(e quindi la conseguenziale sanzione penale) dando una versione dei fatti del delitto compiuto quanto più possibilmente passibile di attenuanti. E’ ovvio, normale, naturale. Ciò che però non è ovvio nè normale nè naturale, è dare per scontata, per vera, la versione dei fatti di una qualsiasi donna che ha ammazzato un qualsiasi uomo, solo perchè donna, quindi considerata “innocente” per definizione. Questo è razzismo. Certo, un razzismo politicamente corretto che piace agli “antirazzisti”, a Renzi, a Napolitano, alla Boldrini, al popolobue, ma sempre razzismo è.

Ora sia ben chiaro una cosa: noi siamo garantisti, anzi ultragarantisti, quindi oltre ad essere contrari senza se e senza ma alla pena di morte(e quindi siamo dispiaciuti per questa esecuzione nei confronti di questa assassina) non prendiamo per “oro colato”, per Verità Assoluta, le decisioni di una sentenza giudiziaria(basti pensare il caso Tortora da noi, oltre che i tanti e tanti uomini condannati e sbattuti in galera per false accuse di stupro), e di conseguenza sappiamo benissimo che una qualsiasi sentenza, sia di condanna che assolutoria, possa essere in alcuni casi viziata da errori o addirittura da pregiudizi. Quindi se intorno alla vicenda giudiziaria di questa donna, così come intorno a qualsiasi altra vicenda giudiziaria, ci sia un dibattito mediatico e sociale, sia a livello nazionale che internazionale,volto a fare maggiore chiarezza, per noi BEN VENGA, ma INVECE dare per scontato, per vero, senza dubbio alcuno, per parito preso, come si sta facendo, che questa si sia “solo difesa”(accoltellando alla schiena?), basandosi solo sulla sua dichiarazione data per vera a priori solo perchè donna, è un abominio, un’infamia.

Vedete, la causa di questa mobilitazione mediatica in difesa di questa assassina non è dipesa dal fatto che la vicenda è avvenuta in Iran(che comunque nel quale il 98% dei condannati a morte, compresi reati come l’ adulterio, è di sesso maschile, e però i Media occidentali denunciano solo quando è una donna ad essere condannata, creando così nella gente occidentale la percezione che da quelle parti solo le donne vengano condannate), ma è dipesa da ben altro.

E’ dipesa dal fatto che da noi(e non solo da noi), come detto prima, a furia di sensazionalistiche e retoriche campagne mediatiche tese a dipingere le donne come perenni ed eterne vittime di “violenza maschile” e “femminicidio”, si è creata nella gente l’ idea della donna “sempre vittima” e che quando ammazza un uomo lo faccia “solo per difesa”. Ormai questa idea è diventata pensiero unico, o comunque dominante, e come tale influenza anche le decisioni giudiziarie(i giudici e i giurati popolari sono persone e quindi influenzabili dalla “mentalità comune”, dallo “spirito dei tempi”).
E come si sa, spesso le sentenze giudiziarie “fanno Giurisprudenza”. Ergo, nella nostra Giurisprudenza ormai è diventata comune la prassi di prosciogliere “perchè il fatto non costituisce reato” quelle donne che ammazzano uomini, anche nel più crudele e più premeditato e calcolato dei modi, e che poi in sede processuale, al fine di alleviare la loro posizione giudiziaria, dichiarano di essere “state vittime di violenza” o “maltrattamenti”.

Ormai, questa è un vera e propria “carta vincente”, che funziona quasi sempre, perchè combacia bene con l’ immagine della donna(“debole e vittima”) che è venuta a crearsi nella mente dei più.

Peschiamo solo alcuni (fra i tanti) di esempi in tal senso:
-Una donna che uccise il suo marito(che dormiva) a colpi di ascia. Prosciolta perchè dichiarò che lui la “maltrattava”.

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo443089.shtml

-Una donna, in GB, che bruciò vivo suo marito(che dormiva) con il Napalm dopo averlo preparato accuratamente in una specie di laboratorio. L’ uomo morì dopo dieci giorni di atroci sofferenze in ospedale. La carnefice dichiarò di essere stata “vittima di maltrattamenti” e questo le fece ridurre la condanna in appello da ergastolo a 3 anni, e addirittura la moglie dell’ allora premier Tony Blair le conferì una medaglia per il suo gesto.

http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/1651234.stm

-Una donna, in Italia, che uccise con 12 coltellate suo marito e poi insieme all’ amante(di lei) ne occultò il cadavere nel Tevere, e nei confronti di cui la Procura chiese l’ ergastolo, venne assolta “perchè il fatto non costituisce reato”. Anche lei aveva giocato la carta vincente della “donna vittima”. “Et voilà”, è diventata vittima ed eroina.

http://it.avoiceformen.com/suggerito/reihaneh-jabbari/
-Una donna, negli Usa, che uccise suo marito a coltellate è stata assolta perchè ha dichiarato che il marito “la maltrattava”.

http://abcnews.go.com/US/julie-harper-acquitted-degree-murder-husbands-shooting-death/story?id=25914277

Per una questione di brevità interrompiamo il tragico elenco…

Agghiaccianti provvedimenti assolutori e giustificatori, questi, esaltati dai Media e fatti passare per “diritti delle donne”,e che vanno contro ogni principio umano, morale e giuridico, in quanto permettono la calunnia e la criminalizzazione contro i morti ammazzati che in quanto morti non possono difendersi da queste accuse, e comunque anche se fossero vere queste accuse(ammesso e non concesso), lo stesso non sarebbero giustificati questi omicidi perchè non rispetterebbero i vincoli del sacrosanto diritto alla legittima difesa, in quanto vere e proprie esecuzioni, spesso premeditate e a sangue freddo, fatte al fine di vendetta.

Un vero e proprio imbarbarimento della società civile e del Diritto, frutto dell’ ideologia Femminista che non conosce il senso dell’ equità, della misura, della punizione nei limiti dell’ umanità, della presunzione di innocenza di un accusato, ma si basa solo e soltanto sui più bassi e sanguinari istinti vendicativi. E per rendervi maggiormente conto di quanto la mentalità femminista vada in tal senso, considerate che uno dei simboli principali usati dal Femminismo è il dipinto di Artemisia che mostra una donna(Giuditta) che sgozza e decapita un uomo(Oloferne). Vi sembra un’ ideologia e un pensiero pacifico, questo?

Questo è quanto avviene in Occidente,e per questo motivo i Media e le nostre Istituzioni, nonchè il popolino, vorrebbero che questo avvenisse anche altrove, cioè in contesti meno femministi rispetto al nostro(ma ovviamente non per questo più civili), e quindi si meravigliano e si indignano quando non avviene.

Una possibile conseguenza di questa indegna e sciagurata mobilitazione mediatica e sociale internazionale in difesa di questa assassina, aggraverà ancora di più questa orribile prassi di assolvere le donne che uccidono uomini e che poi si dichiarano “vittime di maltrattamenti”, in quanto i giudici e i giurati nostrani, influenzati da questa campagna, non vorranno certo sentirsi complici di un “altro caso Reihaneh Jabbari”, e quindi finiranno ancor di più per avallare e accreditare questa prassi che non è affatto esagerato definirla Licenza di Uccidere un uomo da parte di una donna dietro la carta vincente del proclamarsi “vittima di maltrattamenti”.

Ormai è una una barbarie senza fine. Grazie al Femminismo.

p.s: sulla vera situazione delle donne da quelle parti leggere anche :
https://www.facebook.com/notes/antifemminismo/salviamo-sakineh-e-gli-altri/985916088102218
e qui:https://www.facebook.com/297305676963266/photos/pb.297305676963266.-2207520000.1414430121./975726895787804/?type=1&theater

Mentre sulla vicenda di questa donna:http://it.avoiceformen.com/suggerito/reihaneh-jabbari/

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L’ Unione Europea vuole censurare l’ Antifemminismo

L’ Unione Europea(UE) ha intenzione di mettere a tacere la critica al femminismo . E’ stato stilato un documento , infatti, che reca su scritto “Istituto per la promozione della tolleranza” , furbescamente elaborato in modo che possa venir facilmente accettato dalle nazioni che compongono l’ UE . Ma come vedremo, dietro il suo nome apparentemente “benevolo” nasconde tutt’ altro .

Innanzitutto vengono introdotti termini come “crimini d’odio” , “gruppi” e “tolleranza” . Secondo la prima sezione del documento, sarà considerato un crimine ridicolizzare certi gruppi stabiliti dallo statuto, inclusi i “gruppi femministi” . Dalla seconda sezione del documento ricaviamo che c’è il preciso obiettivo di combattere l’intolleranza, e tra le azioni da contrastare c’è infatti la critica al femminismo . Come abbiamo evidenziato , tutto ciò è scritto in modo vago e in modo da poter essere facilmente accettato . Per esempio, la campagna contro la circoncisione maschile può portare al termine “discriminazione religiosa” , mentre quella contro le circoncisioni genitali femminili no – considerato anche che la prima non è considerata illegale in europa mentre la seconda si .

Ciò che non è esplicitamente vietato , è invece implicitamente ammesso, così se, per esempio, nel documento c’è scritto che non è tollerata la circoncisione femminile, la poligamia e ogni forma di dominazione sulle donne, sono implicitamente tollerate ed ammesse la circoncisione maschile , la poliandria ed ogni forma di dominazione sugli uomini .

Non sono risparmiati da questo ennesimo tentativo di propaganda forzata da polizia del pensiero neanche gli adolescenti minorenni, così se per esempio un ragazzino di 14 anni scrive che non esiste alcuna oppressione contro le donne in europa, costui dovrà essere inserito in un “programma di riabilitazione” per infondergli la “cultura della tolleranza” – chiamasi lavaggio del cervello – .

Questi metodi richiamano quelli delle peggiori dittature . Qui è in gioco non soltanto ogni voce di dissenso antifemminista ma proprio le libertà individuali , ed è nostro dovere opporci a ciò .

Questo è il documento:

http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/libe/dv/11_revframework_statute_/11_revframework_statute_en.pdf

http://www.avoiceformen.com/updates/eu-to-ban-anti-feminist-speech/

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