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Femminismo e Artemisia

Pubblicato su Facebook:AntiFemminismo il 3 ottobre 2013

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Riproponiamo di nuovo questo dipinto della pittrice Artemisia Gentileschi(Giuditta decapita Oloferne), che pubblicammo un paio di mesi fa per mettere in evidenza di come esso viene utilizzato da alcune femministe per fini non certamente pacifici, ostentando questo dipinto nei loro siti e gruppi, specie laddove si parla di “violenza contro le donne”.

Il risultato è che da allora siamo stati presi di mira da certe invasate sia qui sia su pagine femministe -alle quali evidentemente abbiamo toccato un nervo scoperto- che senza prendersi la briga di leggere la spiegazione di quel nostro post, ci hanno accusati di essere “maschilisti” ignoranti che non conoscono questa scena biblica e il valore dell’ arte(sic!!).

E invece, se avessero letta la nostra spiegazione o se l’avessero letta senza i loro paraocchi, avrebbero notato come la nostra non era certo una critica alla pittrice Artemisia, la quale come tanti altri pittori, con questo dipinto si limitò semplicemente a dipingere una scena biblica(anche se alcuni pensano che abbia fatto questo dipinto a seguito di un presunto stupro subito, se è così allora effettivamente questo suo dipinto è viziato da un insano spirito vendicativo), e non era nemmeno riferita al gesto crudele e sanguinario del personaggio Giuditta.

La nostra era ed è una critica invece ad alcune femministe che hanno strumentalizzato questo dipinto di Artemisia in funzione delle loro tematiche sulla “violenza contro le donne” e sul “maschilismo”. E non c’è altra spiegazione, perchè non ci risulta che le femministe nei loro spazi parlino di Bibbia e di Arte, quindi affiancare e associare un dipinto di una donna che sgozza e decapita un uomo alla tematica della lotta alla “violenza contro le donne” e al “maschilismo”, significa automaticamente e logicamente proporre o comunque difendere questa azione raffigurata dal dipinto come strumento di lotta alla “violenza contro le donne” e al “maschilismo”.

Voi cosa pensereste se un gruppo di associazioni operaie usasse un ipotetico dipinto di un operaio che sgozza e decapita un imprenditore, come simbolo dei diritti degli operai? La loro sarebbe una lotta pacifica e democratica? Certo che no!

Con tanti personaggi di donne intelligenti, esemplari e pacifiche che ci offre la Storia, la letteratura e la mitologia, come ad esempio Antigone,proprio una donna che decapita un uomo dovevano scegliere come loro simbolo?Questa la dice lunga sulla loro mentalità.

Che la loro è una strumentalizzazione lo si evince chiaramente anche dal fatto che le azioni del personaggio biblico Giuditta erano finalizzate ad una lotta politico-religiosa, non certo quindi ai “diritti delle donne” o alla lotta contro il “femminicidio”.

E’ evidente quindi una loro intenzione violenta, dietro questa strumentalizzazione.

Del resto molte femministe(e anche certe donne comuni, ammettiamolo) presero le difese di Lorena Gallo Bobbit, una donna crudele che tagliò il pene a suo marito dormiente(quindi in quel momento inerme e indifeso) con la motivazione che lui la “maltrattava”(ma anche se fosse vero? questo giustificherebbe un gesto così crudele e sanguinario che con il sacrosanto principio della legittima difesa nulla ha che vedere?! Ovvio che no!).

Abbiamo ricordato il caso di Lorena Bobbit, solo come emblema di un costume oggi molto diffuso(a livello sociale e quindi anche giudiziario),che in barba al principio della Giustizia e del rispetto dei diritti umani, ma in ossequio solo al principio della vendetta sanguinaria, giustifica quelle donne che seviziano o uccidono crudelmente uomini con la scusa di essere “state maltrattate”(ripetiamo, anche in quei casi in cui tale accusa è vera, questo non giustifica nè minimizza la gravità di queste loro azioni): ormai è diventato un vero e proprio Jolly, che permette di ammazzare impunemente un uomo, e gli avvocati lo sanno, e le molte agghiaccianti sentenze giudiziarie(e le sentenze fanno giurisprudenza, come si sa) attestano questo clima barbarico e vendicativo femminista, clima ingenerato da questa martellante propaganda via mediatica che presenta questa nostra società quasi come un luogo di mattanza per le donne, inducendo quindi la gente media ad avere, come reazione, sentimenti vendicativi irrazionali e violenti.

Era questo il senso di quel nostro precedente post sull’ uso di questo dipinto in ambito femminista, ben lungi da noi generalizzare su tutte le femministe e le donne in generale.

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