Articoli con tag: antifemminismo

a)Gli uomini sono privilegiati, economicamente potenti e oppressori(di donne). Così dicono il Femminismo, parecchie donne(ma anche uomini zerbini e leccapiedi), i Media, le Istituzioni, i Docenti, gli opinionisti, i benpensanti, insomma quasi tutti.
b) No, gli uomini sono discriminati e occupano le posizioni più basse della società. Così ribattono gli attivisti dei diritti maschili(non necessariamente antifemministi).

Come è possibile avere due vedute completamente opposte della stessa realtà? Qual è la verità? Quale tra le due affermazioni a e b è vera?
In realtà a e b non sono completamente opposti, anzi la situazione affermata in b è conseguenziale a quella affermata in a. Mi spiego: nel momento in cui una certa “categoria”(in questo caso, quella maschile) viene proclamata dalle Istituzioni e dal Politicamente Corretto come “categoria privilegiata e oppressiva”, allora sorge spontanea l’ esigenza(emotiva o materiale, a seconda dei casi) di “compensare” e arginare questi presunti “privilegi” e questi suoi comportamenti “oppressivi”(contro le donne, in questo caso). E questo si traduce, di conseguenza,in azioni(a livello sociale, legislativo, giudiziario, ecc) volte a “penalizzare” la categoria considerata “privilegiata” e trattarla in modo più “duro” rispetto alla categoria considerata “oppressa e discriminata”,e questo per un principio di “compensazione” e di “punizione”.

Del resto, essere considerati “privilegiati” non conviene a nessuno, la cosa migliore per ottenere privilegi è quella di essere considerati vittime. Gli esseri umani lo sanno da quando è iniziato il mondo, di qui il detto “chi piange fotte”. La Dittatura del “Debole” e della “Vittima”.

p.s: ovviamente non vogliamo dire, però, che tutte le donne siano privilegiate(le femministe e simili, però lo sono eccome), così come non vogliamo dire che tutti gli uomini siano “discriminati”, perchè riteniamo scorretto generalizzare, sia da un lato che dall’ altro.

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In nome del Femminismo, si celebra la larga maggioranza femminile tra gli iscritti e laureati in medicina e giurisprudenza(e quindi la larga maggioranza femminile tra i nuovi medici e magistrati e avvocati), si invocano(e si ottengono) legislazioni speciali per aumentare(in modo antidemocratico e antimeritocratico), attraverso “quote rosa” e “affirmative actions”, la presenza femminile nei posti di Potere…………………ma ad asfaltare e aggiustare le strade sotto la pioggia o il sole a 50 gradi,a massacrasi nei cantieri per costruire case, palazzi ponti, nelle acciaierie,nelle fogne,nelle miniere,a fare terrificanti orari notturni, a doversi far carico di essere i mantenitori economici della famiglia(e quindi finire senza tetto o suicidi in caso di disoccupazione),e tante e tante altre cose terribili, rimangono solo e sempre gli UOMINI. In questi casi non c’è “parità di Genere” che tenga, non si invocano quote, non si fa vittimismo.
Che presa per il c.lo che è il Femminismo!

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Da “A Voice For Men”: http://it.avoiceformen.com/obiettivi-del-movimento-per-i-diritti-degli-uomini/

Obiettivi del Movimento per i Diritti degli Uomini
Quali sono gli obiettivi dei Movimenti per i Diritti Umani degli Uomini (MHRM)? Eccone alcuni tra i principali:

Eguaglianza fra diritti riproduttivi maschili e femminili:
• Vero affido condiviso in caso di separazione (eguali tempi di frequentazione; mantenimento diretto dei figli).
• Riconoscimento dei diritti di congedo di paternità e/o adozione;
• Tutela della paternità nelle leggi e nella costituzione, al pari della maternità;
• Istituzione del reato di frode di paternità;
• Istituzione del reato di impedimento doloso delle cure parentali;
• Protezione effettiva per i bambini vittime di alienazione genitoriale e/o riconoscimento del diritto di intervento del genitore alienato ai sensi dell’art. 54 c.p qualora la magistratura sia inadempiente;
• Effettuazione test del DNA per ogni nascita qualora richiesto da un genitore;
• Possibilità di rinunciare alla paternità nel periodo in cui alla donna è concesso di ricorrere all’aborto o all’abbandono;
• Avviso al padre e possibilità di diventare genitore unico del bambino se la madre sceglie di abbandonare il figlio alla nascita.
Stop alle discriminazioni legali contro gli uomini:
• Parità tra uomini e donna nell’età pensionabile;
• Estensione delle Commissioni Pari Opportunità anche agli uomini in egual numero;
• Stop alle discriminazioni dette “positive” (quote rosa, parcheggi rosa, pensioni rosa, vagoni rosa; posti a sedere per sole donne, legislazioni che favoriscono l’ assunzione di donne a scapito di uomini, agevolazioni nell’ imprenditoria femminile a scapito dell’ imprenditoria maschile, etc);
• Stop alla richiesta di motivazione per l’assunzione di un maschio nella scelta di due persone di sesso diverso con pari qualificazione;
• Stop incentivi assuzioni per sole donne (il suicidio per ragioni economiche rappresenta un fenomeno quasi esclusivamente maschile (95%), inoltre in Europa la diminuzione dell’occupazione maschile è generalizzata: tra il 2008 e il 2013, la dinamica occupazionale europea è stata caratterizzata da un calo del 4,4% per gli uomini, e dalla sostanziale tenuta a livello dell’occupazione femminile, diminuita di appena lo 0,4%. Infine, i senzatetto sono, in più dell’80% dei casi, di sesso maschile);
• Rendere i programmi statali e internazionali neutri per il genere o accompagnati da un equivalente maschile.
• Procedure di soccorso in caso di emergenze neutre per il genere.
Stop alla discriminazione giudiziaria contro gli uomini:
• Istituzione di un osservatorio sulle disparità di genere nelle sentenze;
• Equiparazione[nei provvedimenti giudizari] delle pene a parità di reato tra uomini e donne;
• Equiparazione delle pene della madre infanticida a quella del padre infanticida;
• Equiparazione esecuzione pena fra uomini e donne (stop legge Finocchiaro).
• Stop mantenimenti per stupratrici e pedofile da parte delle vittime maschili di violenza sessuale (qui un esempio di sentenza di questo tipo in California, negli USA).
Stop alle false accuse:
• Chiusura dei centri anti-violenza per sole donne caduti nell’ideologia femminista secondo cui le donne sono vittime e gli uomini violenti; loro sostituzione dei centri, servizi telefonici, dei rifugi, dei centri e degli sportelli che aiutino famiglie e persone con problemi di violenza indipendentemente dal sesso;
• Stop finanziamenti statali ad avvocati;
• Istituzione di un registro pubblico dei professionisti che hanno sostenuto accuse risultate non vere.
• Anonimato per gli accusati di violenza (di qualsiasi tipo verso chiunque) fino a condanna definitiva, dato che ormai si tende a far apparire come colpevole una persona solamente accusata, il che va a creare uno stigma sociale (ma talvolta anche vere e proprie aggressioni, suicidi e omicidi) verso un individuo che – per legge – è innocente fino a condanna definitiva e che può interferire con la stessa imparzialità del processo;
• Riformulazione del reato di calunnia in maniera da renderlo realmente perseguibile.
Campagne:
• per la prevenzione al suicidio (che colpisce in prevalenza uomini);
• contro la violenza (domestica, sessuale) sugli uomini;
• contro l’abbandono scolastico (che colpisce nella maggioranza dei casi i maschi);
• per ridurre il divario tra uomini e donne nel campo della salute e nell’aspettativa di vita, soprattutto considerando che secondo i dati dell’OMS questa disparità è andata crescendo nel corso dei decenni;
• per il contrasto delle morti sul lavoro (al 97% uomini);
• per le vittime maschili di tratta e sfruttamento della prostituzione, spesso ignorate e il cui numero effettivo è fortemente sottoriportato;
Assistenza, centri, rifugi e servizi per le vittime maschili di tratta (l’87% delle vittime della tratta di esseri umani sfruttate per lavori forzati e il 66% di quelle per lo sfruttamento criminale sono uomini).
Lotta ai genocidi di genere e alla violenza di genere contro gli uomini nelle situazioni di conflitto internazionale, compresa la violenza sessuale e il massacro selettivo per il sesso.
Condanna di propaganda misandrica (dove ad esempio si legittima o si ride di trattamenti degradanti verso gli uomini come schiaffi, calci ai genitali, e dove vengono affermati stereotipi sessisti dell’“uomo stupido o violento”, “la violenza è maschile”, “violenza di genere”, etc).

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In che senso questa è una società femminista? Facciamo un ipotetico esempio:

“DRIN, DRIN”

“Pronto?”

“Buongiorno signor o signora..stiamo facendo un sondaggio di opinione: secondo lei gli uomini sono privilegiati e le donne vittime?”

(Nel 99,99% dei casi la risposta sarà:): ” Ovvio”

.” E secondo lei esiste la violenza femminile contro gli uomini?”

(Nel 99,999% la risposta sarà:): ” No” (oppure) “ahahaha”.

” E secondo lei sono giuste le quote rosa in politica e la Legge Fornero che favorisce le disoccupate femmine a scapito dei disoccupati maschi?”

(la risposta sarà nel 99,999% dei casi:): ” Certo, perchè le donne sono discriminate mentre gli uomini favoriti e avvantaggiati e quindi è giusto che si compensi in un modo”

“Secondo lei è vero che in passato gli uomini potessero andare a scuola e votare alle elezioni, mentre le donne no?”

(Nel 99,999% dei casi la risposta sarà:):” Sì, gli uomini potevano farlo,erano le donne che non potevano fare queste cose, poi per fortuna oggi le cose sono migliorate di molto”

“Cosa ne pensa della sentenza di assoluzione di quella donna che uccise il marito, seviziandolo e uccidendolo, perchè secondo lei lui la maltrattava?”

(Nel 99,99 dei casi la risposta sarà:): “Ha fatto bene”.

Il sondaggio continua….

Ecco, questo significa che questa società è Femminista. Femminista non significa essere per forza una donna e partecipare ad un corteo agitando le mutande e urlando slogan. Essere femminista significa credere, acriticamente, alla falsa interpretazione femminista della storia e della società(cioè uomo oppressore e privilegiato/donna vittima), instillata nella gente,dalla cultura e dai Media, e rafforzata mediante iniziative e leggi istituzionali, e quindi pensare(e agire) di conseguenza-
Oggi non c’è quasi nessuno che non creda a questo falso schema femminista,e non ne agisca di conseguenza, eccetto poche decine di persone.

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AntiFemminismo
Pubblicato il 13 ottobre 2014
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Se leggete il libro(in inglese) di Ernest Belfort Bax(un attivista britannico dei diritti dei lavoratori), dal titolo “The Fraud of Feminism” (La Frode del Femminismo) del 1913,e tutti gli altri suoi documenti e interventi a partire dalla fine dell’ 800, rimarrete sbalorditi perchè molte delle cose che denuncia a riguardo della società dell’ epoca, cioè di più di un secolo fa, sono pressochè le stesse di oggi: ad esempio, la disparità di trattamento giudiziario tra uomini e donne a favore di quest’ ultime a parità di reato,l’ indulgenza verso donne uxoricide e infanticide quando invece gli uomini per lo stesso reato finivano alla forca, l’ iniqua procedura a scapito dei padri nei contenziosi post separazione, l’ attenzione politica e sociale rivolta solo alle problematiche femminili e non anche a quelle maschili, le cosiddette “discriminazioni positive”(affirmative action”) legislative a favore delle donne, e così via. Incredibile, ma vero!

Qualcuno allora potrebbe pensare: “ma allora era un profeta?” No, amici, semplicemente ciò che avveniva all’ epoca, in quell’ epoca che nell’ immaginario collettivo appare “maschilista”, in realtà vi erano le stesse problematiche di iniquità femminista che vi sono oggi, e lui si limitò semplicemente a denunziarle . Nessuna società “maschilista”, quindi. Anzi, si può dire che la situazione per gli uomini era ancora peggiore tempo fa, perchè oltre a queste cose gli uomini, tutti gli uomini(salvo rare eccezioni) erano costretti a svolgere il servizio militare(che all’ epoca durava vari anni, ) e a partire al fronte di guerra(e allora le guerre erano molto frequenti) dove ne morivano e ne rimanevano mutilati a milioni e milioni, senza che il Femminismo dell’ epoca(ancora più feroce di quello di oggi, contrariamente a quanto molti pensano) ne ravvisasse una problematica maschile.

Quello di Ernest Belfort Bax è un prezioso documento storico che testimonia la prassi dell’ epoca in merito al rapporto fra i sessi, e quindi leggendolo e confrontandolo con i parametri attuali, fuga ogni leggenda metropolitana sul “maschilismo” della società pre-1968(come testimoniò anche Benedetto Croce, non esisteva, e non è mai esistito nessun “maschilismo”). E nemmeno può essere accusato di avere una visione politica di parte in merito a questo argomento , visto che egli politicamente apparteneva alla sinistra(a quei tempi esistevano Sinistre e Destre serie),quindi tiratene le somme.

Il Femminismo non è un movimento politico, e non è nemmeno una ideologia in sè, è semplicemente un primordiale e basso istinto trasformato in ideologia e oggi assurto anche a livello mediatico e istituzionale(grazie alla scusa sempre vincente “della difesa delle donne”), che va contro i valori del perdono, della compassione, della famiglia e del senso del dovere altruistico, in nome di una concezione materialista e nichilista basata sull’ individualismo edonistico e carnale più becero, molto funzionale alle logiche Consumistiche attuali.

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