Oggi in Italia si commemora il centenario dell’ entrata in guerra dell’ Italia nella Grande Guerra, cioè quella guerra fratricida tra popoli europei. Giusto. Ciò che però, ovviamente, ci si guarda bene dal mettere in evidenza, è che quella fu un sacrificio di massa interamente maschile, e non solo in Italia ma in ogni altra parte, così come in ogni guerra, tant’è che all’ inizio degli anni 20 si registrò in Italia e in Europa un vertiginoso calo demografico della popolazione maschile. In Italia,tra il il 1915 e il 1918, furono chiamati d’ autorità(pena la fucilazione, in caso di rifiuto) al Fronte quasi 5 milioni di cittadini MASCHI-compresi anche ragazzini di 16-17 anni-e di questi quasi un milione rimasero uccisi, chi dal piombo nemico, chi dalla fame, chi dal freddo(ma alcuni anche dalle terribili “decimazioni” decise dai vertici, più tanti altri fucilati per “diserzione”), e altre centinaia di migliaia o anche milioni, rimasero permanentemente mutilati e/o menomati. La situazione fu analoga in tutte le altre parti di Europa e del mondo, e non solo in quella guerra ma in in ogni altra guerra e sacrificio(specie sul lavoro), sin da quando è iniziato il mondo: gli uomini da sempre sono il sesso sacrificabile a beneficio di donne e bambine e per la difesa e la protezione della comunità, della società e della patria. E questi sarebbero i “privilegi maschili” di cui cianciano tante persone!! Molti, oggi, anche coloro che femministi non sono, pensano che un tempo le donne non potessero votare, ma in realtà anche gli uomini non potevano votare, infatti il diritto di voto è recentissimo(fine ‘1800) e il suffragio universale fu concesso solo all’ inizio del 1900(in Italia, nel 1912), quindi il periodo di tempo in cui le donne non potevano votare fu solo di pochi anni, e questo non certo per “discriminazione” ma per via del fatto che il diritto di voto era correlato e imprescindibile dal pesantissimo onere della chiamata alle armi,e nessuna femminista dell’ epoca chiedeva l’ estensione di tale onere alle donne, eppure pochi anni dopo le donne ottennero il diritto di voto senza sottostare a questo pesante onere della chiamata alle armi, mentre gli uomini hanno continuato a sottostarci.
Comunque, ritornando a questa Commemorazione italiana della Grande Guerra, va dato un GRAZIE infinite a tutti quei milioni di uomini italiani chiamati al Fronte che sottostarono a quella terribile guerra, negli orrori delle trincee e degli scontri frontali con il nemico, combattendo con coraggio e lealtà.Ma un GRAZIE anche a quelle milioni di donne, tutt’altro che convinte di essere “oppresse”, come pensano tante mentecatte e mentecatti di oggi, anzi pienamente consapevoli e grate di aver scansato la guerra, e che quindi come tali sopportarono con coraggio e forza la partenza e perdita dei loro mariti/figli/fratelli, e che si diedero da fare con determinazione per portare avanti la famiglia e la casa in assenza dei loro uomini, e in molti casi andando anche a lavorare nelle fabbriche per sostituire gli uomini mandati al carnaio della guerra.
Il Femminismo ha mistificato la Storia, parlando di “oppressione maschile contro le donne” e di “privilegi maschili”. E’ bene, quindi, ricordare la Storia, e quella è oggettiva.
Condividete e fate girare!!

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Un pensiero su “

  1. Vince

    Articolo di profonda verità che mette in risalto l’abissale ingiustizia perpetrata da circa 150 anni dal femminismo nei confronti del genere maschile, che – parlando a livello dell’uomo comune – è stato sempre per antonomasia nient’altro che carne da macello. Basta vedere i film stessi che circolano a tutt’oggi!

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