Archivi del mese: settembre 2015

Orbene,dovete sapere che molte organizzazioni e associazioni umanitarie, molte delle quali anche governative e non solo non governative,hanno creato iniziative in paesi africani e asiatici in difesa(da povertà,fame,guerra, ecc) di solo e soltanto bambine, escludendo quindi i bambini maschi locali, nonostante quest’ ultimi siano le prime vittime della guerra, dello sfruttamento del lavoro pesante e del fenomeno dei bambini-soldato e quant’ altro. Ecco quindi gli effetti dell’ orribile propaganda femminista che nella sua sciagurata suddivisione dell’ umanità tra privilegiati e discriminati, tra oppressori e vittime, a seconda del sesso(i primi sarebbero i maschi, i secondi le femmine),già di per sè intollerabile, non si ferma nemmeno davanti ai bambini.
Un orrore senza fine fatto passare invece per “parità dei sessi” e accettato dai Media e dalla gente comune come “progresso”.

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-Quando in una certa situazione/contesto(non stiamo parlando necessariamente di violenze) sono le donne ad essere principalmente vittime, i Media pongono l’ accento sul sesso delle vittime della situazione, facendo passare l’ idea che “sono le donne ad essere quelle che se la passano peggio”.
-Quando invece sono gli uomini ad essere le principali vittime in una determinata situazione o contesto, i Media invece non pongono l’ accento sul sesso, ma si limitano a parlare di “persone”.

Questo è un esempio, fra gli infiniti che se ne possono fare, di come un modo asimmetrico, a seconda del sesso, di presentare e descrivere determinate situazioni, possa creare percezioni difformi dalla realtà. ” Le donne sono svantaggiate, mentre gli uomini sono privilegiati”, è solo una percezione creata dai media e da una certa cultura. Ma la percezione di una cosa non sempre corrisponde a realtà, alla stessa stregua di quando ci si mette la mano sulla fronte e la si “sente” più calda del solito: non sempre significa che si ha la febbre, è solo una percezione. Purtroppo la maggior parte delle persone si basa e agisce a seconda di ciò che percepisce. Fa parte della natura, questo. Però la Natura prevede anche una ratio, che purtroppo la stragrande degli esseri umani non sfrutta perchè in Natura l ‘istinto è alla base di tutto. E purtroppo su questo aspetto, la propaganda femminista, al pari di ogni altra propaganda menzognera e distruttiva, fa leva.

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Oggi in Italia si commemora il centenario dell’ entrata in guerra dell’ Italia nella Grande Guerra, cioè quella guerra fratricida tra popoli europei. Giusto. Ciò che però, ovviamente, ci si guarda bene dal mettere in evidenza, è che quella fu un sacrificio di massa interamente maschile, e non solo in Italia ma in ogni altra parte, così come in ogni guerra, tant’è che all’ inizio degli anni 20 si registrò in Italia e in Europa un vertiginoso calo demografico della popolazione maschile. In Italia,tra il il 1915 e il 1918, furono chiamati d’ autorità(pena la fucilazione, in caso di rifiuto) al Fronte quasi 5 milioni di cittadini MASCHI-compresi anche ragazzini di 16-17 anni-e di questi quasi un milione rimasero uccisi, chi dal piombo nemico, chi dalla fame, chi dal freddo(ma alcuni anche dalle terribili “decimazioni” decise dai vertici, più tanti altri fucilati per “diserzione”), e altre centinaia di migliaia o anche milioni, rimasero permanentemente mutilati e/o menomati. La situazione fu analoga in tutte le altre parti di Europa e del mondo, e non solo in quella guerra ma in in ogni altra guerra e sacrificio(specie sul lavoro), sin da quando è iniziato il mondo: gli uomini da sempre sono il sesso sacrificabile a beneficio di donne e bambine e per la difesa e la protezione della comunità, della società e della patria. E questi sarebbero i “privilegi maschili” di cui cianciano tante persone!! Molti, oggi, anche coloro che femministi non sono, pensano che un tempo le donne non potessero votare, ma in realtà anche gli uomini non potevano votare, infatti il diritto di voto è recentissimo(fine ‘1800) e il suffragio universale fu concesso solo all’ inizio del 1900(in Italia, nel 1912), quindi il periodo di tempo in cui le donne non potevano votare fu solo di pochi anni, e questo non certo per “discriminazione” ma per via del fatto che il diritto di voto era correlato e imprescindibile dal pesantissimo onere della chiamata alle armi,e nessuna femminista dell’ epoca chiedeva l’ estensione di tale onere alle donne, eppure pochi anni dopo le donne ottennero il diritto di voto senza sottostare a questo pesante onere della chiamata alle armi, mentre gli uomini hanno continuato a sottostarci.
Comunque, ritornando a questa Commemorazione italiana della Grande Guerra, va dato un GRAZIE infinite a tutti quei milioni di uomini italiani chiamati al Fronte che sottostarono a quella terribile guerra, negli orrori delle trincee e degli scontri frontali con il nemico, combattendo con coraggio e lealtà.Ma un GRAZIE anche a quelle milioni di donne, tutt’altro che convinte di essere “oppresse”, come pensano tante mentecatte e mentecatti di oggi, anzi pienamente consapevoli e grate di aver scansato la guerra, e che quindi come tali sopportarono con coraggio e forza la partenza e perdita dei loro mariti/figli/fratelli, e che si diedero da fare con determinazione per portare avanti la famiglia e la casa in assenza dei loro uomini, e in molti casi andando anche a lavorare nelle fabbriche per sostituire gli uomini mandati al carnaio della guerra.
Il Femminismo ha mistificato la Storia, parlando di “oppressione maschile contro le donne” e di “privilegi maschili”. E’ bene, quindi, ricordare la Storia, e quella è oggettiva.
Condividete e fate girare!!

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La disoccupazione maschile è dal punto di vista sociale e umano più tragica di quella femminile, e questo fatto si riflette sulla percentuale di suicidi di uomini e donne per mancanza di lavoro: 95% maschili e 5% femminili.
Il motivo è semplice. Forza, indovinatelo. A voi i commenti.

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La donna che uccise le sue tre figliolette è stata assolta perchè ritenuta “depressa” e non “in grado di intendere e di volere” perchè “lasciata dal marito”. Succede sempre così: quando una donna ammazza i figlioletti o il marito viene sempre ritenuta una “poverina” che ha agito in forza di cause maggiori e quindi o viene assolta o al massimo viene condannata ad una pena assai lieve, insomma la donna è sempre innocente e vittima, anche quando ammazza, mentre se è un uomo lasciato dalla moglie a fare altrettanto, non viene considerato un “depresso” e nessuna attenuante gli viene concessa ma semplicemente definito come “mostro” e trattato come tale, e addirittura non si vuole nemmeno che in tali frangenti(cioè quando è il marito ad uccidere) si parli di “raptus di gelosia” ma di omicidio a sfondo sessista cioè uccisa “in quanto donna”, “perchè donna”. Ricordate che pochi mesi fa due ragazze che massacrarono e uccisero un uomo sessantenne, sono state assolte perchè ritenute “non in grado di intendere e di volere”, mentre un paio di anni fa di un ragazzo di 21 anni accusato(tra l’altro senza prove)di aver palpeggiato alcune ragazze(azione certamente maleducata e sbagliata ma non tale da meritare il carcere) fu sbattuto senza pietà in carcere, trattenuto per mesi e mesi, dove poi si suicidò.
Meditate, oh gente, non siate passivi e pigri, e parlate con i vostri conoscenti, amici e famigliari, di questa assurda disparità femminista anti-uomo.

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merc1

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Ovviamente la litania femminista e mediatica sul “maschilismo” non poteva che approdare anche nello sport. In questi giorni[mese di maggio] ci si sta lamentando e insinuando che il calcio femminile italiano sia boicottato dal “maschilismo”, visto lo scarso successo che riscuote tra il pubblico. Ma non c’entra nulla il fantomatico “maschilismo” con lo scarso successo del calcio femminile, infatti, non risulta che-solo per far un esempio fra i tanti-che la pallavolo femminile abbia scarso successo, anzi mi ricordo che qualche anno fa ha ottenuto importanti successi internazionali con tanto di vasto seguito tra i Media e il pubblico italiano. Così, ugualmente tantissime atlete italiane sono state e sono celebrate dai media e dal pubblico, come ad esempio, la sciatrice Debora Compagnoni e tantissime altre, oppure per ritornare molti anni indietro, l’ olimpionica(nel 1980) Sara Simeoni, divenuta un’ icona dello sport italiano. E addirittura la notatrice Federica Pellegrini, viene celebrata dai media e dal pubblico(in particolare quello maschile) quasi come una Dea del nuoto e dello sport.
Come vedete, quindi, non c’è nessuna preclusione maschilista verso lo sport femminile(anzi), quindi se il calcio femminile non riscuote successo, i motivi sono ben altri. Certo che se il calcio femminile si affida al femminismo, allora si auto affosserà per sempre.

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min

Immagine condivisa dalla pagina “Stop Moralismo Tv”: https://www.facebook.com/StopMoralismoTv

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Avete notato? Ogni contesto, sia esso geografico, culturale, politico, religioso o quant’ altro, ha sempre un settore dedicato o riferente esclusivamente alle donne. Ad esempio: Unione Donne Italiane, Conferenza Mondiale delle Donne,e così via, oppure in quasi ogni partito politico v’è, immancabile, una sezione femminile, stessa cosa per i gruppi di incontro e di preghiera di associazioni o movimenti religiosi vari,e per ogni altro ambito e consesso vario.
Vi lascio immaginare cosa succederebbe se tutto questo avvenisse in riferimento agli uomini anzichè alle donne: si urlerebbe al “sessismo maschile”, al “separatismo maschile”, alla “segregazione sessuale a favore degli uomini”, al “nazismo maschile”,e così via.

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pad

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