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Esperimento a Londra: Lei picchia il compagno ma nessuno si muove

Da:http://it.avoiceformen.com/diritti-umani/esperimento-a-londra-lei-picchia-il-compagno-ma-nessuno-si-muove/

A Londra, l’associazione Mankindinitiative si è resa protagonista di un interessante esperimento. Con l’ausilio di telecamere nascoste, in un parco sono state riprodotte due diverse scene di violenza. Nellaprima il protagonista è un ragazzo che esercita violenza sulla sua compagna. Nella seconda i ruoli si invertono ed è la donna a picchiare l’uomo. Se  immediatamente i passanti si indignano e corrono in aiuto della ragazza, lo stesso non avviene per il ragazzo malmenato.

Quando è l’uomo ad essere picchiato e maltrattato la scena suscita ilarità e divertimento. Nessuno dei passanti interviene per ammonire la ragazza e aiutare il malcapitato.

Ecco il video:

 https://www.youtube.com/watch?v=u3PgH86OyEM

L’esperimento riflette esattamente le conseguenze che l’ideologia femminista ha provocato a livello sociale. Siamo talmente abituati a identificare il mostro con la figura maschile che la violenza femminile perpetrata su un ragazzo non allarma nessuno. 

Sembra quasi che i passanti non riescano a vedere e a capire cosa in quel momento accada sotto ai loro occhi. Ridono.

La donna può continuare indisturbata a picchiare e a inveire contro il suo compagno senza che nessuno percepisca il minimo disappunto. La violenza femminile è accettata e addirittura nemmeno percepita. Gli altri uomini hanno addirittura paura di intervenire.

Se un uomo picchia una donna è colpevole. Se si difende è comunque colpevole. Se denuncia viene deriso. Ecco cosa ha creato il femminismo. Misandria, odio verso il maschile, tutele e diritti speciali per le donne e obbligo di subire qualsiasi cosa per i maschi. L’uomo sempre e comunque responsabile.

Eppure come la stessa associazione  Mankindinitiative ha affermato, in Inghilterra circa il 40% delle violenze familiari sono subite da uomini.La dittatura  femminista però non vuole che se ne parli. Essa preferisce creare mostri, preferisce la convenzione di Istanbul dove si afferma che solo gli uomini sono violenti e solo le donne vittime.

Se è sacrosanto e doveroso che un uomo non alzi le mani su una donna, è altrettanto sacrosanto che una donna non alzi le mani su un uomo. Le differenze fisiche tra i due sessi non autorizzano nessuno ad abusare dell’altro. Se ciò avviene, basta ricordare che  una donna violenta non merita il tuo buon senso. Merita una denuncia.

Usiamo gli stessi strumenti che la legge mette a disposizione di tutti.

 

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AntiFemminismo
Pubblicato il 2 giugno 2014 · Modificato

Il Femminismo è nato(metà ‘800) con “buone intenzioni” e poi solo poi(nel 1968) sarebbe “degenerato”? Questo è quello che credono in tanti. Questa credenza discende da luoghi comuni che nulla hanno a che vedere con i fatti storici veramente accaduti. Molti infatti sono convinti, compresi molti “antifemministi”, che nel corso della storia gli uomini potevano votare, istruirsi, divertirsi, mentre le donne no. Cose queste false perchè nemmeno gli uomini potevano. Il diritto al voto, all’ istruzione, e alle altre tutele e diritti umani, sono recenti tanto per le donne quanto per gli uomini. Solo una ristretta elite(uomini e donne) di nobili , potenti e aristocratici avevano questi diritti. (il suffragio solo maschile durò non più di 20 anni e non era dovuto a “discriminazione” ma al fatto che a quei tempi il diritto di voto era legato all’ esercizio del servizio militare obbligatorio, obbligo da cui le donne per loro fortuna erano esentate e che le femministe di allora non volevano che si estendesse anche alle donne).

Molti sono convinti anche che i mariti di un tempo fossero “proprietari” delle mogli. Anche questa cosa è falsa, e discende da una voluta mistificazione del concetto di “capo famiglia”, infatti il cosiddetto “capo famiglia” era riferito ad un concetto di gerarchia non certo al concetto di “proprietà”. Un pò come in un reparto militare c’è un ufficiale maggiore che esercita un’ autorità maggiore rispetto agli altri ufficiali di grado minore, sottoufficiali e soldati, e quindi non significa che egli sia loro proprietario e che abbia il diritto e il potere sulla loro vita, ma semplicemente che egli è la guida e che decide come coordinare e mandare avanti il reparto. 

Quindi con questo vogliamo dire che era giusto il concetto di “capo famiglia”? No, vogliamo semplicemente dire che questo rifletteva la struttura sociale dell’ epoca, epoca nella quale non esistevano lavori leggeri e non rischiosi, nella quale non esisteva il benessere sanitario, e non esistevano diritti e tutele, quindi per vivere e sopravvivere si doveva rischiare e sacrificarsi. Terribili oneri questi che ricadevano sugli uomini(e non perchè lo imponesse la “cultura” ma la Natura), e quindi erano essi ad avere l’ onere, loro malgrado, di portare avanti-a rischio della loro pelle-la famiglia, e quindi proteggerla e mantenerla. Di qui il ruolo del “capo famiglia”. Altro che “padre padrone”, altro che “privilegi maschili”, come invece lo descrive la propaganda femminista.

A permettere alle donne di poter lavorare fuori casa non è stato il Femminismo(come quasi tutti credono) ma i progressi tecnologici dell’ elettronica e dell’ automazione, i diritti lavorativi, le migliorate condizioni igienico-sanitarie, ecc tutte cose queste che hanno permesso la nascita di lavori, mansioni e ruoli non rischiosi e leggeri, rendendo quindi uomini e donne intercambiabili in molti ambiti. 

Non neghiamo che con quel modello le donne abbiano avuto anche degli svantaggi. Ma anche gli uomini hanno subito i loro svantaggi(derivanti da quegli oneri sociali e morali di cui abbiamo parlato). La verità vanno dette tutte, le mezze verità sono le peggiori menzogne.

Perciò sarebbe pure ora di smetterla di romanzare il femminismo “delle origini”. Il femminismo è nato con cattive intenzioni(antagonismo contro il genere maschile) e si è sviluppato con cattive intenzioni. Perciò non è vero che sia “degenerato”. E’ stato sempre così. Non esistono femminismi “buoni” e femminismi “cattivi”.

Ora è chiaro?

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AntiFemminismo
Pubblicato il 7 giugno 2014 
a) Per il femminismo una donna adulta e consenziente che dietro profumatissimo compenso(nell’ ordine di decine e decine di migliaia di euro al mese) espone l’ avvenenza del suo corpo per programmi televisivi o pubblicità, quindi senza nessun rischio e fatica, è niente di meno che una povera “vittima della mercificazione del corpo della donna” ad opera del “maschilismo” e degli uomini.

b)Un uomo invece che dietro magra ricompensa(mille euro al mese, e talvolta anche meno) espone il suo corpo in un cantiere o in una fabbrica, a rischio di ritrovarsi mutilato o dilaniato o ucciso per mantenere la famiglia, per il femminismo invece non è mercificazione, ma solo una problematica connessa al lavoro. A morire sul lavoro sono quasi tutti uomini.

Come vedete quindi la c.d “mercificazione del corpo della donna” è una balla femminista(anche perchè poi tra l’altro in programmi televisivi e pubblicità compaiono anche corpi di uomini, gustati dal pubblico femminile).

 

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